00:00 14 Maggio 2009

L’era tecnologica distrugge veramente l’ambiente?

Cosa c'è dietro il catastrofismo mediatico sull'ambiente?

L’era tecnologica distrugge veramente l’ambiente?

Volete vivere una vita tecnologicamente avanzata o meno tecnologica, e in maggiore equilibrio con la natura?
E’ questo l’interrogativo che sembrano porci costantemente le associazioni ambientaliste.

Molti di noi OGGI, nella società del bengodi, non avrebbero alcun dubbio: rinunciamo a qualcosa ma non rinunciamo alla natura.

In questo senso va il bombardamento mediatico sull’ambiente.
Però si osserva che nei paesi più sviluppati l’attenzione per la natura è aumentata parallelamente al progresso.

In Italia, ad esempio, superati i rischi per la sopravvivenza costituiti dalla povertà, dalle malattie, dalla mancanza di riscaldamento, il progresso ci ha portato a vivere in modo più sereno, lasciandoci del tempo libero per occuparci della natura e dei suoi problemi.

Nonostante tutto però non possiamo destinare alla natura tutto il nostro tempo, perchè anche il progresso ci costringe ad un ritmo di vita sempre più serrato e abbiamo delle priorità, che la stessa società ci impone.

Si seguono le previsioni del tempo con accresciuto interesse. Prima erano un’esclusiva delle persone più anziane, ora sono seguitissime anche dai giovani, come testimonia il successo del meteo in rete.

Dal tempo al clima il passo è breve e tutto ora si stanno interessando alla questione del cambio climatico, anche la politica purtroppo, con il risultato di avere gli ambientalisti identificati con l’ideologia di sinistra e i sostenitori del ciclo naturale del clima visti sempre di più come antropocentrici e dunque cattolici, destrorsi o comunque vicini alla scuola di pensiero degli Stati Uniti, che non firmerebbero il Protocollo di Kyoto, non tanto perchè hanno appoggiato chissà quale piano per sconvolgere il clima artificialmente, ancora fantascienza, ma perchè devono difendere a tutti i costi il mercato del petrolio.

Questa è ormai la convizione generale e non c’è obiezione che tenga che possa far cambiare idea l’opinione pubblica una volta che si è schierata.

Del resto trovatemi qualcuno che da juventino sia diventato laziale o romanista? La politica è passione, tifo: verissimo, però non dovrebbe infilarsi in questo modo nel dibattito scientifico, si è ormai persa la bussola, siamo continuamente bombardati da messaggi catastrofici a cui ora si è aggiunta sempre più vibrante la voce del dissenso.

Chi avrà ragione?

Dovremo fare un passo indietro nel progresso o aiutare gli altri a progredire?
L’uso sfrenato di combustibili fossili ci porterà davvero sulla soglia dell’Apocalisse?

Investire nelle energie alternative è doveroso e farne business non è peccato, evitare di spaventare la gente sarebbe però un altrettanto preciso dovere degli scienziati, pensiamo a migliorare la qualità della vita nelle nostre città, a come sconfiggere il cancro, il nostro incubo peggiore, ad educare la popolazione a sprecare meno energia ma evitiamo il fanatismo della politica che porta ad esasperare i toni e ad inquinare “verbalmente” la natura e il nostro libero pensiero.
Autore : Alessio Grosso