00:00 22 Maggio 2018

L’Africa farà veramente PAURA? Chiediamolo all’ITCZ

Controlliamo la posizione assunta da questo importante parametro nella seconda decade di maggio.

L’Africa farà veramente PAURA? Chiediamolo all’ITCZ

Un buon metro per cercare di capire le mosse dell’alta pressione africana è l’ormai famoso ITCZ ( InterTropical Convergence Zone). Si tratta della zona di convergenza intertropicale situata mediamente sull’equatore. Qui si ha la convergenza degli Alisei dell’emisfero boreale e la risalita di masse d’aria calda che determinano l’area di instabilità equatoriale, con piogge e temporali.

Questa ipotetica linea, chiamata anche equatore climatico, fluttua a nord e a sud a seconda delle stagioni. In estate, tra luglio e settembre, tende ad estroflettersi verso nord di circa 18°/19° sopra l’equatore, in risposta al maggiore o minore vigore della circolazione monsonica delle latitudini tropicali.

I suoi movimenti determinano anche lo spostamento verso sud o nord delle alte pressioni subtropicali (che si estendono immediatamente a nord e a sud della ITCZ), determinando così un forte influsso anche sul tempo di casa nostra.

Una maggior estroflessione dell’ITCZ verso nord facilita le rimonte dell’alta pressione africana verso il Bacino del Mediterraneo e l’Italia. Di conseguenza, in estate, questo parametro diventa fondamentale per la previsione di una possibile risalita del famigerato "Gobbo".

La mappa in alto a sinistra ce lo mostra…così come è disposto in questi ultimi giorni, o meglio come era disposto nella terza decade di maggio. La linea scura rappresenta la sua altezza media, mentre la linea rossa la posizione assunta dal 10 al 20 aprile. La linea gialla invece mostra la sua posizione precedente, ovvero quella assunta nella seconda decade di maggio.

Cosa notiamo? Partendo da ovest l’ITCZ ha fatto pochi progressi verso l’alto negli ultimi 10 giorni, risultando a tratti più basso della media. Ciò dovrebbe scongiurare la formazione di pericolosi anticicloni ibridi in sede iberica come è successo molte volte lo scorso anno.

Al centro la medesima linea è un po’ più alta, ma sempre nei ranghi della media; di conseguenza gli eventuali anticicloni africani sul Mediterraneo non dovrebbero presentare termiche e durate eccessive.

Sulla parte orientale invece l’ITCZ torna ad essere lievemente al di sotto della norma.

In altre parole, la sostanziale tenuta di questo parametro entro certi limiti (se non addirittura al di sotto di questi) testimonia che l’attività del monsone sottostante risulta al momento debole. La fascia anticiclonica tropicale troverà quindi maggiore difficoltà ad estroflettersi verso nord, almeno per il momento.

Autore : Paolo Bonino