INVERNO: Europa al gelo con NINA da record, ma nevicate soprattutto su Adriatico ed Appennino?
Nei casi di Nina record, l'alta pressione solitamente si protende verso nord e il flusso perturbato atlantico risulta quasi assente, ma le irruzioni fredde in arrivo dall'Artico potrebbero avere risvolti nevosi soprattutto su medio Adriatico e meridione.


Quando si parla di un episodio di Nina significativo, subito, come conseguenza in sede europea, si tirano in ballo gli sganciamenti dell’anticiclone delle Azzorre verso nord, a sbarrare la strada alle perturbazioni atlantiche. Si ignora però che il maltempo, pur con modalità più complesse, ci più raggiungere anche dal grande nord, con scambi di calore importanti tra le latitudini e formazione di depressioni, con risvolti anche nevosi, laddove la temperatura lo consente.
Inoltre, con un vortice polare che appare così disturbato dalla fase di relativa quiescenza solare e un anticiclone russo-siberiano in vena di riscossa, ponti anticiclonici tra "colleghi" saranno decisamente probabili, favorendo retrogressioni fredde verso il nostro Paese. Certo, statisticamente saremmo portati a pensare che l’incidenza delle nevicate risulterebbe più importanti sui versanti adriatici e sul meridione, dove eventuali e probabili flussi settentrionali freddi avrebbe vita facile nel generare situazioni perturbate e nevicate, ma l’esperienza ci dice che anche il resto d’Italia, qualora l’aria fredda riuscisse a sfondare più ad ovest, avrebbe grosse chances di assistere a fenomeni nevosi di rilievo.
Ma sarà davvero una Nina così forte da riuscire ad influenzare il tempo dell’Europa? L’ufficio meteorologico australiano non ha dubbi e anche la NOAA prevede un’anomalia negativa importante delle acque oceaniche del Pacifico, soprattutto sul settore centrale (-1.6°C di media) da qui all’inizio di gennaio, ma forse anche oltre. In questo caso è lecito parlare di NINA STRONG, cioè forte. L’anomalia rientrerebbe lentamente nei mesi successivi, per lasciare spazio ad una fase neutra durante la prossima estate.
La forte anomalia nel settore centrale della zona soggetta al fenomeno associa all’episodio anche il particolare nome MODOKI, che ne chiarisce le caratteristiche. Viene da sè che con una Nina tanto intensa (si parla della più intensa del secondo dopoguerra) tutte le anomalie termiche positive oceaniche tenderanno a rientrare, e la calotta glaciale artica non potrà che trarne giovamento.
Facile anche dunque ipotizzare un inverno freddo in Europa, forse anche la prossima primavera, visto che gli effetti dell’Enso si avvertono soprattutto a distanza di mesi dal manifestarsi del fenomeno. Riguardo alla neve, come detto sopra, se l’Adriatico resta in pole position, se la possono comunque giocare anche le altre regioni.
Autore : Alessio Grosso
