00:00 30 Gennaio 2013

Inverni anomali? E’ anche colpa dell'”isola di calore”

Lo ha dimostrato uno studio che ha scoperto importanti reazioni climatiche alle modifiche imposte dall'urbanizzazione dilagante. L'inverno è la stagione che maggiormente ne risente, anche a grandi distanze.

Inverni anomali? E’ anche colpa dell'”isola di calore”

 L’isola di calore urbano, effetto quotidianamente sotto gli occhi di tutti, o almeno di coloro che vivono nelle grandi città italiane: centri urbani più miti delle periferie, la neve che cade dove "i tram non vanno avanti più", ma che lascia il posto alla pioggia lungo le centralissime vie dello shopping. Una città come un’altra, Milano, Firenze, Roma; quasi non fa differenza.

Ma uno studio fresco di ricerca ci dice ancora di più. Le forzanti energetiche indotte dalla presenza di vaste isole di calore urbano riesce a modificare il clima invernale anche a grandi distanze. Ci sono arrivati un nutrito team di ricercatori dell’Università della California, della Florida State University e del National Center for Atmospheric Research.

Nell’articolo esplicativo, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Climate Change, non sarebbe il calore propriamente detto a creare interferenza ma il rilascio di energia estraneo ai normali fenomeni climatici. Queste interferenze vanno a forzare la normale circolazione generale dell’emisfero nord, la fetta più popolata del Pianeta, e portano a risutati addirittura opposti.

Su alcuni settori del nord America e del continente asiatico ad esempio il fenomeno è causa l’aumento delle temperature invernali fino a 1°C. In Europa invece è stato provato il contrario, ovvero che l’influenza delle isole di calore urbane trova riscontro soprattutto nelle temperature autunnali, che qui però risulterebbero inferiori alla norma di circa 1°C.

Perchè queste reazioni apparentemente opposteste? Tutto sta nel comprendere il concetto che calore e temperatura sono fisicamente due grandezze ben distinte: il calore è una forma di energia, mentre la temperatura misura il grado di agitazione delle molecole di un corpo. Questo ci aiuta a comprendere che in natura a fenomeni analoghi, possono corrispondere reazioni opposte. Questo spiegherebbe le influenze inverse risultanti dall’emissione aggiuntiva di energia da parte delle isole di calore urbane, aiutandoci anche a comprendere il motivo di quelle figure di alta o bassa pressione che nel semestre invernale sembrano prediligere sempre le stesse zone.

Autore : Luca Angelini