00:00 12 Dicembre 2017

INSTABILITA’: le news sulla nuova fase di maltempo attesa dalla seconda metà del mese

Lo stivale italiano ancora nella morsa dell'instabilità se non di vere e proprie condizioni di maltempo; ecco le prospettive nel prossimo futuro.

INSTABILITA’: le news sulla nuova fase di maltempo attesa dalla seconda metà del mese

Nel prossimo futuro dovremo presto tornare a fare i conti con una nuova controffensiva delle masse d’aria artiche sull’Europa. L’ennesima ondulazione della corrente a getto favorirà quindi l’arrivo di nuove perturbazioni anche sul Mediterraneo, con effetti che in questo frangente si farebbero sentire soprattutto sulle regioni centrali e meridionali, dapprima sul Tirreno, poi anche sulle adriatiche.

La prima perturbazione cavalcherà la corrente a getto occidentale nella giornata di giovedì 14 dicembre, colpendo soprattutto i versanti del medio e basso Tirreno con nuove precipitazioni ed un rinforzo della ventilazione di Libeccio.

Questo primo impulso perturbato sarà preludio ad una rotazione del vento dai quadranti settentrionali, identificato dai modelli tra venerdì e sabato.

Ecco quindi farsi strada un ribasso anche sensibile delle temperature dapprima al nord, poi anche al centro ed al sud (domenica 17). Su questi ultimi settori le correnti fredde potrebbero persistervi a lungo e tra poco vedremo il perchè. 

Sul finire della seconda decade, dovremo mettere in conto il rinforzo della corrente a getto occidentale sull’oceano nord Atlantico e con essa un aumento di gradiente tra la fascia delle medie e delle alte latitudini. Tutto questo deporrà a favore per un rinforzo dell’alta pressione sull’Europa occidentale a cavallo tra la seconda e la terza decade dicembrina.

L’alta pressione potrebbe però avere delle difficoltà ad invadere il Mediterraneo centrale e la sua posizione resterebbe comunque defilata sulla Penisola Iberica, ove verrebbe a trovarsi il cuore più stabile e caldo di questa figura. 

Il nostro Paese farebbe i conti con flussi di correnti dapprima settentrionali, poi anche nord-orientali. In tal modo l’aria artica potrebbe raffreddarsi efficacemente anche al suolo e potremo parlare a tutti gli effetti di "aria artica continentalizzata", alla quale sarebbero più esposte le nostre regioni di Mezzogiorno (martedì 19, venerdì 22).

Al nord si farebbe sentire maggiormente l’influenza dell’alta pressione con temperature relativamente più miti ed atmosfera stabile. 

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Autore : William Demasi