Il TEMPO sembra fermo come tutti noi, ma…
Tutto sembra assolutamente normale guardando il cielo e la natura, ma qualcosa sta profondamente cambiando le nostre vite, speriamo non per sempre.


Il tempo pare essere anche lui in lockdown: giornate fotocopia, tutte soleggiate, tutte uguali. Per la verità il lockdown del tempo in Italia si ripete spesso in ogni stagione, le nubi sembrano quasi scomparse per giorni o addirittura settimane.
Questi anticicloni rubano la scena alle figure depressionarie e sono all’origine delle pesantissime e reiterate anomalie positive di temperatura e dei deficit precipitativi che riscontriamo sul Continente.
Inoltre gli anticicloni sino a qualche settimana fa nella stagione fredda erano associati ad un drastico peggioramento della qualità dell’aria nelle grandi aree urbane; ai tempi del coronavirus questo si sta verificando molto meno, perché circolano meno di un 1/4 delle auto e, con l’avanzare della stagione, si sta gradualmente limitando anche l’uso dei termosifoni.
Il tempo "mosso" aiuterebbe ancora di più ad abbassare le concentrazioni di inquinanti ma un calo delle temperature potrebbe essere anche un alleato del virus. Su questo punto però ci sono voci discordanti.
C’è chi sostiene che il caldo intenso renda la vita difficile al virus, cosi come il freddo intenso, altri ritengono marginale questo aspetto ed anzi temono che proprio l’estate trascorsa in ambienti condizionati, come i centri ospedalieri o le RSA possa peggiorare sensibilmente le cose.
Un dato effettivo è inoppugnabile: la scarsissima diffusione del contagio in Alto Adige dopo il congedo di tutti i turisti e il tasso di letalità tra i più bassi d’Italia (solo 10 vittime da inizio epidemia attribuibili a covid-19).
Anche alle Tremiti, a Pantelleria, a Ustica però i contagi sono praticamente pari a zero: questo conferma che più che tempo e temperatura a rendere difficile la vita al coronavirus è soprattutto l’isolamento.
Il tempo peraltro incide moltissimo sulla psiche: più vediamo sole, belle giornate e più aumentano le temperature ed esplode la vegetazione, più abbiamo voglia di uscire, di fare gita, incontrare persone, fare grigliate, andate al mare o a passeggiare nei boschi, raggiungendo magari le seconde case, specie nei periodi di festa.
Da qui la necessità di rafforzare i controlli perché non possiamo permettercelo, sarebbe un gesto di totale irresponsabilità.
C’è dunque da sperare, per accettare meglio lo status quo, che la terza decade di aprile ci regali pioggia, vento e giornate uggiose, magari accetteremo l’isolamento domestico con più facilità, magari ridurremo ulteriormente anche i rischi di contagio, aspettando che finalmente qualcuno annunci in tv: "la minaccia del covid-19 si è attenuata, possiamo uscire".
Autore : Alessio Grosso
