I falsi miti: la Corrente del Golfo
Uno splendido e chiaro articolo per capire meglio il fenomeno della Corrente del Golfo
Prendiamo un campione di cento persone e domandiamo loro qual è il motivo che rende gli inverni europei spesso più miti, a parità di latitudine, tra tutte le terre dell’emisfero boreale. La quasi totalità risponderà che la corrente del Golfo con il suo tepore mitiga la stagione fredda di tutto il continente.
Mi dispiace dirlo ma il meccanismo che scalda l’Europa è un altro anche se con l’oceano ha sempre a che fare. Durante l’inverno una corrente d’acqua molto salata scorre a profondità variabile tra i 500 e i 1000 metri sotto l’atlantico. Giunta in prossimità dell’Islanda essa riemerge entrando in contatto con i gelidi venti che soffiano sulla zona.
L’acqua si raffredda passando da circa 10°C a 2°C, a questo punto la perdita di calore unita all’elevata salinità aumenta la sua densità facendola sprofondare fin sul fondale oceanico. Questo processo è noto come la formazione dell’acqua profonda nordatlantica, la sua portata è immensa, 20 volte tutti i fiumi della terra messi insieme.
Anche il calore liberato durante la fase di raffreddamento è enorme, pari a circa il 30% di tutto quello che normalmente la superficie dell’atlantico settentrionale riceve in un anno. E’ quest’ultimo, trasportato dai venti occidentali che mitiga il clima europeo non la corrente del golfo che si esaurisce a latitudini molto più basse.
A questo punto però viene il bello: il sistema per funzionare deve fare in modo che ci sia un continuo sprofondamento, così da richiamare nuove masse d’acqua da sud. Qualora ciò non avvenisse tutto si bloccherebbe e l’Europa sperimenterebbe un clima simile a quello del Canada. Il tallone d’Achille è la salinità: se questa diminuisse la perdita di calore non sarebbe sufficiente ad aumentare la densità fino al punto di sprofondamento e tutto si incepperebbe.
L’ultima volta che una simile eventualità, dovuta ad un afflusso di acqua dolce alle alte latitudini si è verificata, è stato 11000 anni fà nel periodo conosciuto come Dryas recente. Le acque di fusione della calotta nordamericana si scaricavano per mezzo del Mississipi nel Golfo del messico ma, a causa di una diversione, esse defluirono attraverso il fiume San Lorenzo nell’Atlantico, qui ridussero la salinità fino a bloccare il “nastro trasportatore”.
Per circa 1000 anni l’Europa tornò in condizioni glaciali come è dimostrato dai diagrammi dei pollini e dalle carote di ghiaccio groenlandesi, fino a quando l’acqua tornò ad incanalarsi nel Mississipi riaccendendo il nastro trasportatore. E’ ovvio che durante tutta l’era glaciale il meccanismo fu sempre inattivo. Ora non ci sono più le grandi calotte per cui il rischio di blocco è ridotto al minimo ma, se dovesse cambiare in qualche modo il regime di precipitazioni alle alte latitudini, già ora molto intenso o fondere parte della calotta groenlandese, dovremo preoccuparci di qualche cosa che non abbiamo mai messo in conto.
Autore : Pasquale Contento