00:00 10 Marzo 2014

GUASTO nell’ultima decade di marzo? Ipotesi a confronto!

Alta pressione sugli scudi per gran parte della seconda decade di marzo. Un guasto potrebbe aversi dopo il giorno 20. Ecco tre ipotesi a confronto.

GUASTO nell’ultima decade di marzo? Ipotesi a confronto!

L’alta pressione dovrebbe reggere su gran parte del nostro Continente almeno fino al giorno 20 del mese in corso. I massimi saranno ubicati in prossimità dell’Europa centrale, ma ingloberanno anche la nostra Penisola, a parte disturbi all’estremo sud.

Spazio quindi a belle giornate soleggiate, unite a temperature superiori alle medie del periodo che si avranno durante il giorno.

La situazione potrebbe cambiare a ridosso della terza decade del mese; la parte forte dell’anticiclone migrerà in direzione del Vicino Atlantico, lasciando campo libero alle correnti instabili e fredde provenienti da nord-ovest. E’ una situazione ancora non ben definita, ma inquadrata a grandi linee dai tre principali modelli presenti in rete.

Il più "pessimista" oggi è il modello europeo. Secondo questa elaborazione, giovedì 20 la nostra Penisola sarà già sotto condizioni instabili dettate dalle sopracitate correnti di provenienza nord-occidentale.

Notate l’alta pressione che si farà da parte, migrando in Atlantico, fungendo da "scivolo" per gli impulsi instabili e freddi sul nostro Continente.

La terza decade, di conseguenza, potrebbe essere governata dall’instabilità, con un clima anche abbastanza freddo.

Il modello americano è invece assai più leggero e posticipa l’arrivo delle correnti instabili verso il 22-23 del mese in corso.

Il giorno 20 sembra ancora "salvo", stante una blanda espansione dell’alta pressione delle Azzorre verso levante. In un primo tempo, le ingerenze fredde ed instabili (secondo questo modello) sarebbero appannaggio dell’Europa nord-orientale, con l’Italia ancora protetta dall’alta pressione.

Solo successivamente le condizioni meteo peggiorerebbero anche da noi, per via del ritiro verso ovest del braccio azzorriano stabilizzante.

Il modello canadese si pone in mezzo tra " il più stabile" americano e "l’instabile" europeo.

Secondo questa elaborazione, l’Italia verrebbe interessata da correnti nord-occidentali, ma in maniera più blanda rispetto alla tesi europea.

Lo spostamento dei massimi di pressione ad ovest viene comunque visto e da ciò potrebbero scaturire peggioramenti successivi di natura nord atlantica.

Chi avrà ragione? Stabilirlo ora è impresa quasi impossibile. Non ci resta che attendere e vedere quale delle tre linee tendenziali prenderà il sopravvento con le prossime emissioni modellistiche.

 

Autore : Paolo Bonino