Guasto importante per l’Epifania? Lo segnalano tutti i modelli!
Non si vede una nuova svolta invernale importante ma altre fasi di maltempo tardo autunnale.

Un’altra incisiva fase di maltempo autunnale potrebbe intervenire intorno all’Epifania sul nostro Paese, in seguito all’affondo più deciso di una saccatura di origine nord-atlantica e al conseguente parziale rallentamento della corrente a getto.
Ne conseguirebbe una fase caratterizzata da un richiamo di correnti umide meridionali sul nostro territorio, associata a precipitazioni anche abbondanti, tutto fieno in cascina in previsione di eventuali altri periodi di magra.
La neve naturalmente cadrebbe sulle Alpi solo dalle quote medie, penalizzando le stazioni di bassa quota, alta la quota neve in Appennino.
A credere in questo peggioramento di stampo autunnale non c’è solo il modello europeo, al quale facciamo riferimento in uno specifico articolo, ma anche gli altri principali modelli, tra cui l’americano e il canadese.
La fase perturbata potrebbe essere il segnale di una graduale svolta negli scenari barici? Nessuno può dirlo. Tenete presente che il fronte polare statisticamente sale di latitudine dopo la metà di gennaio e basta una corrente da ovest un po’ tesa e un anticiclone un po’ invadente per chiudere la strada al passaggio di altri fronti.
Ma il tempo non si fa con la statistica e la corrente a getto comunque nella seconda parte della stagione tende fisiologicamente a frenare. Dunque, come vedete, tutto è ancora ampiamente possibile.
Di certo si sa che sino all’Epifania la mitezza autunnale prevarrà sul freddo invernale, quello è pressoché certo.
Autore : Alessio Grosso
