GROSSO: “ad aprile probabili altre importanti IRRUZIONI FREDDE”
Tradizionale intervista settimanale ad Alessio Grosso.


REDAZIONE: tutti vorrebbero alleggerirsi e guardano al sole e ai primi caldi come un grande alleato contro il covid, invece il tempo si fa beffe di questi desideri e propone ancora scenari invernali.
GROSSO: normale vivere queste situazioni a marzo, l’attesa di un’esplosione primaverile della popolazione si scontra in realtà con un vortice polare ancora pienamente attivo e carico di aria fredda; questo giustifica anche eventuali altre irruzioni fredde potenziali che potrebbero verificarsi nel mese di aprile. Sul discorso covid sicuramente la forte radiazione solare, la vita all’aperto e la fisiologica attenuazione delle forme influenzali o parainfluenzali che si verifica da metà o fine aprile, un impatto positivo lo avranno di sicuro, come del resto avvenne lo scorso anno.
REDAZIONE: in merito a questa irruzione fredda siamo partiti con l’idea di risvolti nevosi importanti per il nord, mentre invece finiranno per colpire le solite zone, come mai?
GROSSO: i modelli erano convinti che potesse scavarsi una depressione importante a ridosso del Mar Ligure, invece il minimo pressorio volerà dall’alto Tirreno verso sud e saranno Lazio, Abruzzo e meridione le zone più coinvolte, anche se il nord sperimenterà comunque qualche rovescio nevoso e una situazione di freddo invernale con possibili gelate tardive anche in pianura.
REDAZIONE: è possibile che la prossima settimana intervenga un po’ di alta pressione a riportare stabilità e mitezza?
GROSSO: è possibile ma per nulla certo, nel senso che i modelli sono orientati per una pausa anticiclonica che potrebbe essere interrotta da una fase atlantica piovosa, di stampo comunque primaverile, oppure da una nuova incursione fredda da nord, limitata però alle regioni adriatiche.
REDAZIONE: considerato il freddo inverno che hanno vissuto molte nazioni del nostro emisfero, è possibile che l’estate possa risultare calda, o ne sarà influenzata?
GROSSO: è impossibile stabilire un nesso tra estate ed inverno. In passato è accaduto che, dopo un freddo inverno, si riscontrasse un’estate molto calda, ma la statistica in questo caso non ci viene in aiuto. Come abbiamo sempre detto, un’estate fresca può limitare l’ablazione dei ghiacciai, ma più ancora ci aiuterebbe una primavera nevosa in alta quota, il che non è avvenuto molto spesso purtroppo negli ultimi anni.
Autore : Redazione di MeteoLive.it
