Gli indici mischiano le carte in tavola, ecco come partirà il nuovo mese
Le prospettive convergono verso una fase meno invernale ma sempre alquanto dinamica e diretta da un tipo di circolazione tutto nuovo.

Questa volta ci troviamo dinnanzi ad una svolta. Non è detto che sia la svolta stagionale, tuttavia sempre di un cambiamento si tratta e non di poco conto. Già da qualche giorno del carte hanno fatto convergere la nostra attenzione su questo punto e ora tali prospettive traggono conferma anche dall’impostazione della circolazione generale emisferica e dal conseguente andamento dei principali indici di nostro interesse.
Punto primo, il più importante: il vortice polare risorge. Lo fa non sotto mentite spoglie ma con una accelerata da fuoriserie. Lo si evince dalla risalita a razzo del corrispondente indice pressorio, l’Oscillazione Artica (AO). Da questo scatto tutta la cinghia di trasmissione che ruota attorno all’emisfero, comandata dalle correnti a getto, verrà modificata tanto che anche sullo scacchiere euro-atlantico l’assetto dei flussi cambierà in modo sostanziale e senza mezzi termini.
Il calcione delle correnti a disposizione “zonale”, ossia orientate lungo i paralleli da ovest a est, riuscirà a spingere con ben poca eleganza ma con risultati piuttosto concreti una bolla anticiclonica atlantica, tutto sommato abbastanza modesta, fin sull’Europa centrale e sul Mediterraneo. Il suo ingresso sul Mare Nostrum è testimoniato altresì dalla disposizione dell’indice NAO, in virtù del quale tutto il blocco depressionario guidato dal vortice polare batterebbe in ritirata verso le alte latitudini.
Questa volta inoltre anche la lingua fredda che da tempo staziona sui settori orientali europei, e che si è resa responsabile delle ripetute recenti e ancora in atto situazioni di maltempo e di freddo sulle nostre regioni centro-meridionali, non avrà scampo e verrà dapprima trascinata via dalla sua sede quasi-permanente per poi essere letteralmente risucchiata entro la giostra artica.
Quando accadrà tutto questo? Se tutto filerà via liscio e i passaggi si susseguiranno senza intoppi, la circolazione inizierà il suo mutamento a cavallo tra gli ultimissimi giorni di febbraio e le prime battute di marzo.
L’analisi dei blocchi atmosferici a livello emisferico e la scarsa influenza della spinta convettiva equatoriale, identificata da un indice MJO (oscillazione di Madden e Julian) presente sull’oceano Indiano con bassissima magnitudo, disegna l’architettura dei primi giorni di marzo con una situazione tutta nuova che prevede il susseguirsi di veloci onde depressionarie di piccola ampiezza in transito sull’Europa centrale con interessamento anche delle nostre regioni settentrionali e in parte anche di quelle centrali.
Sarà dunque l’Atlantico a prendere la parola in queste battute di un inverno avviato lentamente lungo la via del tramonto. Non sarà più il freddo a costruire l’impalcatura dei nostri cieli ma una turbolenza che assomiglia molto più ad una quasi-primavera.
Autore : Luca Angelini
