00:00 12 Febbraio 2013

Freddo e neve anche nell’ultima decade del mese?

Il modello americano e canadese ci credono, l'inglese dopo aver gettato il sasso, ha nascosto la mano.

Freddo e neve anche nell’ultima decade del mese?

Non si è ancora del tutto esaurita la fase perturbata invernale di questi giorni, che tutti pensano già a quanto potrebbe accadere nell’ultima decade del mese. C’è sempre un po’ di difficoltà a staccarsi dall’inverno, almeno per gli appassionati, così si cerca di capire se, in zona Cesarini, potrà ancora verificarsi qualche fredda e bianca sorpresa.

Stamane il modello americano ha strizzato l’occhio al freddo, partendo dal presupposto che l’anticiclone si possa collocare a cavallo tra Regno Unito e centro Europa, favorendo così una retrogressione fredda da nord-est, a più riprese. La prima sin dall’inizio della prossima settimana, la seconda addirittura per venerdì 22 o sabato 23, con possibile ciclogenesi mediterranea e conseguente rischio di nevicate a bassa quota.

Il modello canadese sposa l’ipotesi americana ma inizialmente ci va giù molto più soft, rincarando però anch’esso la dose attorno a sabato 23 febbraio.

Colui che ha lanciato l’idea, il modello inglese, stamane vede tutt’altra evoluzione, con la massa d’aria fredda che prende un giro completamente diverso e punta sull’ovest del Continente, andando ad approfondire una depressione in prossimità dell’Iberia. In questo caso ne deriverebbe una fase perturbata in prospettiva per l’Italia, ma di stampo autunnale e non certo da ruggito di fine inverno.

Chi avrà ragione? Il progetto della prima vera intrusione da est di aria fredda resta naturalmente in piedi, ma il dietrofront inglese lascia perplessi. Seguite comunque gli aggiornamenti.

Autore : Alessio Grosso