Fino a mercoledì ombrelli a portata di mano poi il sole si farà un po’ di coraggio
Prosegue fino a metà settimana il disturbo recato da una circolazione di aria fredda in quota. Nubi e rovesci riusciranno a prevalere sul sole che comunque tenterà di forzare il blocco nuvoloso e portare qua e là qualche bella schiarita.
Pur avendo ormai perso da tempo il cordone ombelicale che lo collegava alla saccatura madre e lo riforniva di aria fredda, quell’insidiosa trottola di aria instabile che continua ad aleggiare sui cieli italiani ha ancora molta energia da spendere.
L’adrenalina che sosterrà le sue scorribande nuvolose le verrà iniettata anche dal riscaldamento solare. Proprio questo surplus di energia permetterà alle bolle nuvolose cumuliformi di superare la quota fatidica oltre la quale la spinta di galleggiamento permetterà loro di degenerare qua e là in organizzate strutture temporalesche immerse nella nuvolaglia stratificata distribuita in ordine sparso.
La mancanza di un forcing particolarmente significativo nel disegno sinottico non permetterà a queste cellule di sopravvivere a lungo dopo il tramonto del sole. L’energia ancora da sfruttare però verrà utilizzata dall’atmosfera per stirare le masse nuvolose ed estendere in orizzontale la nuvolosità e i fenomeni, seppur molto attenuati.
Lo schema che vi abbiamo descritto si proporrà fino a mercoledì, giorno in cui una più decisa (seppur temporanea) spinta anticiclonica immetterà in altitudine aria più calda e asciutta con conseguente stabilizzazione atmosferica a partire dal nord.
A seguire la situazione si fa più incerta; l’evoluzione più probabile ci propone la discesa di un asse di saccatura dalla regione filnaldese verso i versanti orientali della nostra Penisola nella notte su venerdì. Ad essa si accompagnerà un sistema frontale proiettato verso le nostre regioni di nord-est e in seguito verso il centro-sud.
La probabilità che quest’ultima ipotesi vada a compimento sono al momento intorno a 55%. Urgono dunque ulteriori conferme per tracciare un quadro più certo di quanto ci aspetterà in vista del 25 aprile.
Autore : Luca Angelini