00:00 22 Dicembre 2012

Ecco la “SCALDATA” della Vigilia…

Il periodo natalizio trascorrerà con temperature tutt'altro che fredde, specie al centro-sud. Al nord avremo un Natale piovoso, nevoso solo sulle Alpi.

Ecco la “SCALDATA” della Vigilia…

La forma ci ricorda il famigerato "Gobbo di Algeri", il "terrore" delle nostre estati. Per causa sua, la stagione calda può trasformarsi in un vero e proprio inferno a cielo aperto, non auspicato da nessuno.

Ora, per fortuna, siamo in inverno e la scaldata indotta dal gobbone andrà presa ovviamente con le debite proporzioni. La stagione invernale subirà inevitabilmente un brusco stop, sotto l’egida di temperature primaverili, che si faranno sentire su gran parte della nostra Penisola.

Chi "soffrirà" di meno? Sicuramente la Val Padana; qui il freddo precedentemente affluito ristagnerà a livello del suolo, dando luogo a formazioni nebbiose diffuse. A Natale, inoltre, arriverà una perturbazione da ovest che farà piovere in pianura e nevicare sulle Alpi, inizialmente a quote elevate, ma con limite in abbassamento progressivo nell’arco della giornata.

Chi "soffrirà" di piu? Inizialmente la Sardegna, poi la Sicilia ed in generale le regioni del versante adriatico, che si troveranno sottovento al flusso portante da sud-ovest. Su queste zone sarà possibile valicare la soglia psicologica dei 20°, specie tra la Vigilia e il giorno di Natale. L’aumento termico non risparmierà neppure le Alpi ed i settori confinali delle stesse, con un aumento del rischio valanghe soprattutto tra Svizzera e Austria. Fortunatamente, la perturbazione di Natale metterà una pezza al manto bianco sui contrafforti del nord, anche se solo ad una certa altezza.

Non è la prima volta che il Natale italico trascorre sotto temperature miti e clima tutt’altro che invernale. Solitamente, il freddo poi ritorna, ad iniziare dai primi giorni di gennaio…vedremo se sarà veramente così.

 

Autore : Paolo Bonino