Dalla Valpadana alla Liguria: a cavallo tra due stagioni
L'inverno in Valpadana e la primavera in Liguria...


Il cielo era parzialmente nuvoloso domenica mattina a Genova, quando si decide di partire alla volta di Milano, un po’ per svago, un po’ anche per fuggire dalla monotonia delle "solite" giornate.
Il clima è umido, ma assolutamente non freddo. Alla guida dell’auto ci si toglie anche la giacca, per essere più liberi…tanto la temperatura esterna lo consente: 11° alle 9 del mattino.
I primi tornanti appenninici mostrano residui di neve ormai sporca e martoriata ai lati della strada, che comunque resistono stoicamente alle temperature tutt’altro che rigide.
Salendo verso il passo dei Giovi, il bianco aumenta; la neve è presente anche sui prati ed ha un colore decisamente più invitante, anche se la sofferenza della medesima è evidente, sotto temperature ampiamente positive.
Si imbocca la galleria dei Giovi, si esce a Busalla e ci si trova davanti un altro mondo: la neve e la galaverna sono presenti ancora sugli alberi. I vetri dell’auto si appannano per il repentino calo termico esterno. Tutto è avvolto da una foschia gelida e invernale.
Proseguendo verso la pianura, alla senzazione di freddo visiva si aggiunge anche la nebbia, fitta, umida e costante. Tra Voghera e Pavia ben di nota l’effetto congelante della stessa su piante e fili della corrente. Sembra quasi di essere in Siberia…con le dovute proporzioni termiche, ovviamente!
La bruma non ci lascia fino a Milano, dove la temperatura sale leggermente e la nebbia non congela più, ma contribuisce allo scioglimento della neve ancora abbondante al suolo.
Il Capoluogo Lombaro è tinto di bianco…e di grigio; il bianco della neve ancora presente al suolo, il grigio compatto del cielo, che nasconde i palazzi più alti del centro, mentre in periferia la nebbia fitta regna sovrana.
Si riparte alla volta di Genova verso le 17. Milano è ancora avvolta dalla nebbia, che in autostrada diventa fitta ed opprimente, congelando a tratti verso Pavia. Si procede lentamente, la visibilità a volte è davvero precaria, in altre circostanze è migliore.
Si arriva a Serravalle e non cambia niente; si passa Ronco Scrivia e tutto resta uguale. Si arriva infine a Busalla, dove la coltre nebbiosa si addossa al Passo dei Giovi, per lasciare finalmente libero dalla bruma il versante marittimo, dove il cielo torna finalmente visibile.
Si arriva a Genova, con il cielo quasi sereno, 12° di temperatura…dopo un valore massimo nel pomeriggio ci circa 15°.
Che dire? Inverno e primavera a stretto contatto!
Autore : Paolo Bonino
