00:00 30 Luglio 2004

Clooney nella tempesta

La tempesta perfetta: l'uragano "Grace" non perdona

Clooney nella tempesta

Basato su una storia vera, il film “la tempesta perfetta” diretto dal regista Wolfgang Petersen, già autore della “storia infinita”, è un inno al mare, ma non nel senso poetico e romantico che questa immagine evoca nel nostro cuore, ma nella vita di semplici pescatori che lo vedono come fonte di sussistenza. Ritroviamo così barche scassate, pescatori brutti e sporchi, personaggi poco caratterizzati, con lo stesso Clooney che ha ben poco del comandante e sembra un pesce fuor d’acqua in un ruolo che proprio non gli si addice.
Immancabile la locanda gestita dalla simpatica signora stagionata che ci ricorda vagamente la zietta di Twister, film comunque di ben altro spessore.

La colonna sonora si sforza di preparare l’atmosfera per il grande evento, ma il film scorre via noioso e scontato per tutto il primo tempo e la preparazione alla tempesta non ha il pathos che film del genere meriterebbero. Tutto nasce sullo schermo del pc di un meteorologo televisivo, che vede nella convergenza di due fronti freddi verso un ciclone in fase di declassamento, “Grace”, una miscela esplosiva.

Ma il nostro Clooney é talmente distratto a dimostrare d’essere ancora un ottimo cacciatore di pesci spada, che trascura di guardare qualsiasi carta meteorologica e si avventura con la sua ciurma in mare aperto.

Invano le mogli dei pescatori cercano di dissuadere i loro mariti dal partire: la tragedia é annunciata.
Ma la caccia si rivela infruttuosa e Clooney conduce la fatiscente Andrea Gail verso Flemish Cap, sottraendosi temporaneamente al raggio d’azione di “Grace”.

Pochi i riferimenti meteorologici: qualche bel cumulonembo, partorito dagli effetti speciali, preannuncia gli sfracelli del secondo tempo, dove in platea si accusano tutti i sintomi del mar di mare.

A Flemish Cap il pesce spada abbonda ma il percorso a ritroso verso Gloucester si trasforma in tragedia. Ondate gigantesche arrivano da ogni parte, un’imbarcazione da diporto viene tratta in salvo dall’elicottero di soccorso, ma alla fine il “rescue” rimarrà senza carburante e diventerà inevitabile l’ammaraggio.

Si spezza l’antenna della barca dei nostri eroi: nessuno li salverà. Clooney tenta di invertire la rotta, la manovra riesce ma la barca é ormai vulnerabile, si rovescia ma riesce a rimettersi in posizione.

Improvvisa una schiarita, sembra l’occhio del ciclone ma non è chiaro, qualche illusione tra i pescatori, poi un’ondata rovinosa li travolge per sempre. Invano dalla costa si attendono notizie, si celebrerà un funerale senza bare.
Si finisce con l’inno al mare del comandante scomparso: “esci dal porto, saluti il figlio del guardiano del faro, arrivano gli uccelli, le mugnaiacce, il vento accarezza la barca, poi solo mare aperto… c’è qualcosa di più bello nella vita?”

Si, la sopravvivenza…
Autore : Alessio Grosso