00:00 28 Settembre 2009

CLIMA ALPINO, ecco le situazioni più piovose per le nostre montagne

I venti provenienti da sud a curvatura ciclonica sono responsabili delle precipitazioni più abbondanti sull'intero arco alpino. Anche in questo caso la tormentata orografia disegna i corridoi preferenziali per piogge e nevicate

CLIMA ALPINO, ecco le situazioni più piovose per le nostre montagne

L’imponente baluardo alpino costituisce un ostacolo quasi invalicabile per le correnti che si mostrino cosi temerarie da tentarne l’attraversamento. Le situazioni meteorologiche caratterizzate da venti che provengono dai quadranti meridionali apportano grandi quantitativi di umidità a ridosso dei versanti sud-alpini ma ciò può non essere sufficiente a causare precipitazioni.

La curvatura ciclonica (antioraria) delle stesse riveste infatti il ruolo chiave che innesca l’arrivo di piogge e nevicate e ciò non solo immediatamente a ridosso dei versanti meridionali esposti al vento ma anche su tutta la pianura Padana.

Il sollevamento ciclonico delle masse d’aria si sommerà dunque all’effetto sbarramento indotto dai rilievi montuosi e sarà determinante per la formazione di imponenti distese nuvolose, solitamente legate al transito di perturbazioni atlantiche.

L’impatto più o meno perpendicolare delle masse d’aria che scorrono alle varie quote durante il passaggio di un fronte imporrà traiettorie ben precise alle precipitazioni. Fattore fondamentale è l’apporto di umidità nei bassi strati, ossia intorno a 1500-2000 metri.

Ciò solitamente avviene quando le nostre correnti meridionali si caricano di vapore scorrendo sulla superficie del Mediterraneo. Questo flusso caldo-umido si identifica con una corrente denominata “low level jet”, una sorta di corrente a getto a bassa quota che spesso risale l’Adriatico e la pianura Padana con direzione sciroccale.

In questi casi tutto il versante sud-alpino riceverà abbondanti precipitazioni ma due saranno i settori più battuti: la zona dell’alto Verbano tra la val d’Ossola e la svizzera val Maggia da una parte e la fascia delle Prealpi Carniche e Giulie dall’altra. La località di Camedo (nella val di..) detiene il primato giornaliero di pioggia caduta: ben 415 millimetri in 24 ore.

La corrente a getto d’alta quota, solitamente orientata da sud-ovest tende a risucchiare verso l’alto quella caldo-umida sottostante che scorre da sud-est e la devia verso nord-est inglobandola nell’impetuoso fiume d’aria in altitudine.

Questo fenomeno aumenta il tiraggio di umidità dai bassi strati e può interferire con una terza corrente di aria mite e umida che scorre da sud-sud-ovest intorno ai 3000 metri di quota. Questi flussi possono interagire tra loro annodandosi e causando la risalita da meridione di intensi nuclei nuvolosi immersi nel tessuto della perturbazione e riconducibili a piccole depressioni frontali (tecnicamente note come “onde frontali”).

In questo caso la fenomenologia più marcata si avrà lungo l’asse piemontese, in particolare tra Valsesia e val d’Ossola. Qui l’effetto trampolino indotto da un salto verticale di oltre 4000 metri porterà la massa d’aria dalla pianura Padana e dal lago Maggiore alle creste del Monte Rosa e alle imponenti vette di confine con l’adiacente elvetica valle di Saas.

La persistenza di questi fenomeni di sbarramento può portare in casi estremi ad episodi alluvionali come quelli tristemente noti del novembre 1994 in Piemonte, del settembre 1995 nel comprensorio di Varese e del Ceresio e dell’ottobre 2000 in Piemonte e valle d’Aosta.
Autore : Luca Angelini