00:00 15 Gennaio 2009

Ci attendono alcuni giorni MITI ma spesso piovosi, causa Nina e vortice polare troppo intenso, ma ATTENTI alla fine del mese…

Una breve e semplificata analisi per capire cosa accadrà da qui alla fine di gennaio.

Ci attendono alcuni giorni MITI ma spesso piovosi, causa Nina e vortice polare troppo intenso, ma ATTENTI alla fine del mese…

L’anomalia positiva delle acque superficiali atlantiche ha tenuto l’alta pressione lontana dall’Italia per un lungo periodo ed oltretutto le sue pazziali spinte verso nord hanno inviato verso di noi le correnti fredde in arrivo dalle zone polari.

Ora le cose sono cambiate. Come spesso avviene a metà inverno la forza della corrente a getto, stimolata da un vortice polare compatto e attivo, impone il ritmo alle correnti impedendo all’alta pressione di ergersi verso nord e favorendo solo piccole ondulazioni nel letto delle correnti, almeno sino a domenica 25 gennaio. Questo comunque consentirà il passaggio di alcune perturbazioni sulle nostre regioni ma dalle caratteristiche più invernali che autunnali.

Qualche nevicata a bassa quota potrà esserci soltanto al nord e solo nel caso che tra un fronte e l’altro riesca ad affluire aria più fredda e secca, cosa che al momento non appare nemmeno troppo probabile.

A rendere tutto molto più statico c’è poi la Nina, nemica dei nostri inverni, che fa slittare tutti i fronti sul centro Europa con l’idea di proteggere il Mediterraneo potenziando gli anticicloni. La sua prevista fase strong, cioè dura, preoccupa alquanto per la prosecuzione dell’inverno, che risulterebbe il terzo consecutivo mite per il centro-sud, così come temevamo potesse accadere all’inizio dell’autunno.

Il raffreddamento delle acque equatoriali sud-americane andrà a rinforzare oltremodo la cella circolatoria pacifica di Walker ponendo un freno all’avanzata dell’onda convettiva comandata dall’indice MJO.

Con una Nina forte l’HP azzorrriano diventa molto invadente sull’Europa sud-occidentale, e pochissimo propenso ad elevazioni in atlantico.

La situazione sembrerebbe fisiologicamente sbloccarsi a fine mese o all’inizio di febbraio con l’indebolimento del vortice polare con rallentamento della corrente a getto e maggiori ondulazioni delle correnti in quota con maggiore scambio di calore tra le latitudini e dunque anche masse d’aria più fredda che potranno raggiungere con maggiore facilità il Mediterraneo.

Da tener presente anche il “terremoto” previsto in stratosfera con conseguenze FORSE ben più fredde anche per le nostre latitudini entro la prima decade di febbraio, ma per l’analisi di quanto potrebbe avvenire vi rimando alla lettura dell’articolo redatto dal collega Angelini.
Autore : Alessio Grosso