Arriva il satellite cinese: colpirà anche alcune zone d’Italia?
Il rischio di impatto severo è in realtà estremamente basso.

Il satellite cinese Tiangong-1 è di notevoli dimensioni: è largo 16 metri e pesa oltre 8 tonnellate. Al suo rientro in atmosfera, a causa della forza d’attrito, tenderà a surriscaldarsi e ad esplodere in molti frammenti, alcuni dei quali potrebbero anche raggiungere il suolo terrestre a grandissima velocità.
L’impatto con la Terra della stazione spaziale cinese Tiangong-1 è previsto durante il lungo ponte di Pasqua e potrebbe anche coinvolgere il centro e il sud dell’Italia, compresa la Capitale.
Il rischio di un impatto severo di molti frammenti è estremamente basso, infinitesimale; il rischio di un impatto minimo, cioè meno grave, è comunque molto basso ma possibile.
Il rischio meccanico è quello derivante dall’urto di frammenti massicci a elevata velocità con veicoli in movimento, strutture vulnerabili e persone all’aperto, un’eventualità simile a quella che ha un essere umano di essere colpito da un fulmine, non una ma due volte l’anno, cioè praticamente pari a zero.
C’è però un lieve rischio chimico che dipende dal fatto che a bordo potrebbero trovarsi circa 230 kg di tetrossido di azoto e 120 kg di monometilidrazina, sostanze molto tossiche.
Residui di queste sostanze potrebbero giungere sulla Terra, ma anche questa è una possibilità molto remota. Chiunque entrasse in contatto con detriti o li avvistasse è pregato di avvertire le autorità.
L’area da tenere sotto osservazione per un’eventuale caduta dei frammenti è quella compresa tra i 44 gradi di latitudine sud e i 44 gradi di latitudine nord. L’Italia è quindi divisa in due, con le località a nord del 44° parallelo escluse a priori e quelle più a sud potenzialmente coinvolte (dalla Toscana in giù).
L’eventualità di un impatto importante sul nostro territorio è comunque inferiore all’1%.
Autore : Alessio Grosso
