Alta pressione: solo un breve dominio
Fase apicale tra il 31 gennaio e il primo giorno di febbraio. Temperature in rialzo fino a 6-7°C sopra le medie e prevalenza di sole, ma anche rischio di nebbia, inversione termica e accumulo degli inquinanti in pianura.

Giusto un passaggio, come è lecito che sia anche nel cuore della stagione invernale. L’alta pressione delle Azzorre ancora una volta dimostrerà di non aver sufficiente determinazione per fronteggiare il vortice polare e allora cercherà di circuirlo. Lo farà rafforzandosi a spese del lobo canadese, che ne alimenterà la struttura ad opera di un intenso strappo della Corrente a Getto Polare.
Tutto questo per dire che sull’Italia, tra il 30 gennaio e il 2-3 febbraio, il bel tempo tornerà a dominare la scena su quasi tutta l’Italia. Poche nubi, eventualmente in transito temporaneo, non recheranno particolari disturbi e le precipitazioni risulteranno assenti. Per di più si assisterà ad un generale rialzo delle temperature, che porterà la colonnina di mercurio sopra la media del periodo fino a 6-7°C.
Come quasi sempre accade nel cuore dell’inverno, anche in questo caso la scaldata risulterà più incisiva sui monti, mentre sulle zone di pianura e nelle valli, rimarrà depositata per gravità aria piuttosto fredda e umida. Ne scaturirà il rischio di formazioni nebbiose, segnatamente in val Padana, dove nelle ore notturne non si escludono anche locali episodi di gelo e galaverna. Si segnala anche il peggioramento della qualità dell’aria nelle grandi città.
Nei giorni successivi, ovvero a partire dal 4-5 febbraio, l’alimentazione da parte del Getto, il cui massimo di vento sarà ormai oltre l’asse del promontorio, verrà gradualmente a mancare e l’alta pressione inizierà a perdere smalto. Sarà la fase iniziale di un declino che dopo tale termine, riporterà gradualmente l’inverno su tutta l’Italia.
Autore : Luca Angelini
