00:00 24 Novembre 2006

Gli INDIMENTICABILI: la bufera in Cadore del 3 dicembre 2005

Cronaca dettagliata e passionale di una intensa nevicata.

Gli INDIMENTICABILI: la bufera in Cadore del 3 dicembre 2005

E’ la sera di venerdì 2 dicembre quando fervono i preparativi per partire alla volta di Padola, paese dell’Alta Val Comelico in provincia di Belluno, e coscienti del maltempo previsto per il giorno successivo decidiamo di partire la mattina del sabato per evitare le buie e fredde ore serali per il rientro. La quota della neve è annunciata solo oltre gli 800-1000 m a causa dello scirocco, ma nonostante questo vediamo che la sera la temperatura in pianura è di circa 3.5°C ed inizia a piovere.

Sabato 3 dicembre, ore 7 circa: partenza da San Donà di Piave(VE): piove a dirotto e lo scirocco ha portato la temperatura a 7°C!
Tra Fontanelle e Conegliano il termometro segna anche 8°C e pensiamo: “Che le previsioni abbiano azzeccato?”

Entriamo in autostrada a Conegliano ed a Vittorio Veneto la temperatura torna a 7°C; incontriamo la prima galleria che ci introduce nelle Prealpi, al confine tra le province di Treviso e Belluno divise dalla sella del Fadalto a circa 400 m di altezza.

All’uscita della galleria la temperatura è di 5°C, e man mano che saliamo il viadotto che ci porta al Fadalto scende rapidamente a 2°C con neve presente al suolo, probabilmente neve scesa nei giorni precedenti.

Attraversiamo un paio di gallerie in rapida successione ed all’uscita,nella zona del lago di Santa Croce,la temperatura segna 1°C, ma piove sempre a dirotto!!
Tra me e me penso: “Zero termico dove sei?”.
Per terra però è presente uno strato di neve di circa 10 cm, segno anche che durante la notte ha nevicato!
Man mano che procediamo qualche grosso fiocco riesce a farsi vivo sul parabrezza mescolato alla pioggia per poi scomparire in fretta.
E’ il segno che non tarderemo ad incontrare la bufera!!

A Longarone(450 m)la neve si mescola con la pioggia in maniera decisa, ed alla prima curva dopo il paese ecco finalmente la neve tanto attesa!
Scende a larghe falde, un po’ bagnata, ma imbianca tutto con decisione, compresa la strada (dove si fa fatica ad avanzare).
Il termometro ora si attesta a 0°C. Alla prima galleria ci fermiamo a mettere le catene, senza le quali è difficilissimo avanzare.
In 12 anni in cui ho frequentato la montagna con regolarità è la prima volta che devo fermarmi a mettere le catene.

Riprendiamo allora immersi nella bufera alla velocità turistica di 40 Km/h: gli spazzaneve sono in funzione, ma non bastano; molti si fermano a mettere le catene sotto la bufera che imperversa con energia!
Tutto è bianco e la coltre diventa man mano più spessa: 20, 30, 40 cm!
Arriviamo in centro Cadore tra i comuni di Pieve, Calalzo, Domege e Lozzo: qui la temperatura è -1°C e la neve raggiunge sicuramente il
mezzo metro.

Ci fermiamo ad un bar a fare colazione e ci dicono che sono anni che non vedono tanta neve in quelle zone, e così presto per giunta! Ci dicono che prima scendeva ancora più fitta e che in meno di mezz’ora ha fatto almeno 15 cm!

Riprendiamo la nostra strada immersi nel candore di questo mmeraviglioso spettacolo e vediamo tantissima gente intenta a spalare quella coltre bianca tanto generosa!
Attraversiamo Santo Stefano di Cadore e i tanti paesini della vallata che conducono ai 1200 m di Padola: la temperatura scende a -2°C e la bufera si placa un po’. Per la felicità degli operatori turistici il manto bianco si aggira sui 50 cm e il Natale bianco è assicurato.

Il ritorno a casa avviene con una nevicata decisamente meno fitta che si mescola alla pioggia verso i 600 m; la temperatura si è alzata di circa 1°C rispetto alla mattina.
Ma la bufera che tanto avevo sognato fin da piccolo chi se la dimentica più?
Autore : Alessandro Buoso