00:00 4 Marzo 2014

Pioggia e vento, la primavera incompresa

Pioggia e vento, magari anche neve? Secondo molti punti di vista non farebbero parte della primavera, in realtà non solo rivestono la normalità climatica delle nostre latitudini, ma risultano assolutamente elementi necessari e conseguenti allo sfogo dei contrasti intrastagionali, oltre che importante riserva naturale d'acqua in vista dell'estate.

Pioggia e vento, la primavera incompresa

 Quando il grosso dell’inverno finisce dietro le spalle ci si aspetterebbe di ritrovare il sole quale protagonista entrante della scena. E spesso è così. L’errore ricorrente che facciamo però è quello di credere che la primavera sia stagione solo di bel tempo, del sole a oltranza, intendendo con questo termine la stabilità atmosferica che si accompagna a cieli azzurri e a temperature miti.

Orbene la primavera, in quanto stagione di transizione, è caratterizzata dallo smaltimento dei contrasti tra il gran gelo prodotto dall’inverno e che ancora intrappola le alte latitudini, e i primi tepori che risalgono dalle regioni subtropicali, dove il sole ha già iniziato da tempo a fare la sua bella figura alto nel cielo. La primavera dunque non è stagione dalla quale ci si possa aspettare la stabilità atmosferica, nè una particolare affidabilità climatica, bensì quella classica dinamicità che porta ad alternarsi a ritmi di samba il sole e la pioggia, il vento e le nuvole.

Perfino la neve è un elemento essenziale della primavera italiana, magari non in pianura o lungo le coste, anche se qualche volta non è mancata di fare la sua volatile comparsa, ma certamente sulle nostre montagne. Solitamente è proprio durante la primavera, quando le temperature in montagna sono prossime allo zero, che avvengono le nevicate più abbondanti e spettacolari. La neve che cade in montagna durante la primavera costituisce inoltre un valido apporto di acqua alle falde nel corso della calda stagione estiva e rifinisce l’opera di mantenimento del substrato caduto (normalmente) durante il semestre invernale.

Cosa dobbiamo dunque aspettarci dalla primavera? Beh, dopo il non inverno, una primavera che faccia la sua parte è senza dubbio auspicabile. E allora attendiamoci sbalzi termici, sbalzi di umore del tempo, che giocherà le sue giornate tra sole e nuvole, magari ancora con la pioggia e con la neve in montagna. Dalla mitezza al freddo e viceversa può far pensare ai profani della meteo che davvero il clima sia fuori controllo. Naturalmente vi abbiamo appena spiegato che tutto ciò invece è nel DNA della primavera, quella primavera che, nonostante tutto, molti di noi non accettano.

Autore : Luca Angelini