Nuove proiezioni per L’INVERNO: cosa dobbiamo aspettarci?
Il NINO e la sua influenza sull'inverno europeo. Sarà un inverno mite oppure no? I centri di calcolo propongono le più svariate ipotesi, alcune anche sorprendenti.

Qui sopra una mappa simbolo che, chi ha vissuto a "pane e meteo" sa che significa una sola cosa: EPISODIO di EL NINO nelle acque del Pacifico (anomalo riscaldamento delle sue acque superficiali) con risvolti sia in nord America che in Europa.
Un episodio di NINO rilevante generalmente favorisce la deviazione di un ramo della corrente a getto (il fiume d’aria che scorre tra gli 8 e gli 11km da ovest) alle basse latitudini che determina precipitazioni e anche basse temperature nel sud degli Stati Uniti.
Sull’Europa gli effetti del Nino risultano molto meno rilevanti. E’ possibile infatti che possano verificarsi due schemi barici molto differenti l’uno dall’altro:
1 la formazione di una sorta di "muro anticiclonico" tra Groenlandia e aperto Atlantico, in grado di favorire una circolazione settentrionale sull’Europa centrale e sull’Italia con frequenti irruzioni fredde e anche nevicate, segnatamente al centro-sud e sui settori alpini di confine.
2 il prolungamento di questa corrente da ovest derivante dal ramo del getto subtropicale genererebbe un’anomalia di pressione negativa sull’Europa meridionale e significativi episodi di maltempo anche sull’Italia. L’alta pressione in questo caso rimarrebbe di frequente "parcheggiata" sul nord del Continente e di conseguenza il freddo potrebbe accumularsi tra Scandinavia e Russia ed essere veicolato verso di noi grazie magari alla presenza di una depressione di "risucchio" nell’area mediterranea.
Qui sotto una mappa delle anomalie termiche nei bassi strati che descrive proprio questa seconda situazione, peraltro osservata in altre annate caratterizzate dal NINO, tra cui le famose annate 1983, 2005, 2007 e 2010, notate la forte anomalia negativa sulla Scandinavia orientale e la Russia e valori termici leggermente inferiori alla norma anche su Spagna, Francia e parte dell’Italia:

Ma cosa pensano i grandi centri di calcolo?
Il modello EUROPEO vede l’anomalia pressoria presente nel sud degli Stati Uniti propagarsi anche al nord-ovest del Continente europeo con inverno movimentato ma nel complesso MITE, anche se con tanta neve su Alpi e Scandinavia della quote medie.
Se questo accadesse, l’attuale trend PERTURBATO novembrino, pur confortante, entro qualche settimana al massimo potrebbe essere stravolto da una profonda modifica dell’assetto barico sull’Europa.
Autore : Alessio Grosso