NUCLEARE: nuovo referendum sempre più probabile
Si moltiplicano le voci che vedono vicina una nuova raccolta di firme pro referendum per la riabilitazione del nucleare.

Il sasso lo ha gettato Berlusconi nel 2005: “bisogna riflettere sulla scelta antinucleare, presa sull’onda emotiva dell’incidente di Chernobyl, che ha visto il nostro Paese, unico al mondo, chiudere gli impianti nucleari in funzione e demolire in gran parte un settore industriale di altissima qualità…Si resta in ogni caso a rischio perchè le centrali sono in Paesi a noi confinanti.
Nessun di noi ha veramente rinunciato al nucleare perchè continuiamo ad importarlo dai Paesi vicini, che ci forniscono ben il 18% del nostro fabbisogno elettrico.
PARLIAMOCI CHIARO: ne faremmo volentieri a meno di una energia tanto pericolosa, gli effetti di Chernobyl in termini di tumori e leucemie li vediamo soprattutto OGGI, tuttavia…paghiamo la bolletta della luce più cara d’Europa, anche se molti dicono che persino i francesi, che pagano invece una cifra ben più bassa, presto saranno salassati dai costi di chiusura degli impianti più vecchi e per la gestione delle scorie.
Gli esperti rispondono a queste critiche affermando che gli impianti di nuova generazione prolunga la vita delle centrali fino a 60 anni.
Il problema delle scorie non trova ostacoli dal punto di vista tecnico ma prettamente politico. (Caso Scanzano).
Il Direttore del programma sull’ambiente alla Rockefeller University di New York afferma che le energie rinnovabili sono “falsi dei”.
L’elettricità prodotta negli States da fonti rinnovabili, nonostante sgravi fiscali ed incentivi, è calata dall’11 al 9% negli ultimi 15 anni.
Classifica delle nazioni che ricavano più energia dal nucleare:
77% FRANCIA
58% BELGIO
45% SVEZIA
37% SVIZZERA
27% SPAGNA
23% GRAN BRETAGNA
Questa conversione al nucleare sembra quantomeno tardiva.
Tutti in giro per il mondo predispongono reattori di nuova generazione, l’Italia resta al palo. L’uscita dal nucleare ci è costata oltre 60 miliardi di Euro, abbiamo perso competenze tecniche, siamo esposti ai black-out.
Per convertirci all’eolico e coprire il 2% del nostro fabbisogno elettrico ci vorrebbero 10 mila turbine, una ogni 100metri dalle Alpi alla Sicilia.
Anche James Lovelock, il fondatore della teoria Gaia, Terra come essere vivente, si è convertito al nucleare.
Si moltiplicano dunque le voci che vedono vicina una nuova raccolta di firme pro referendum per la riabilitazione del nucleare.
Autore : Report di Alessio Grosso
