00:00 3 Maggio 2017

La NEVE di primavera? Una beffa per gli sciatori, una manna per i ghiacciai…

Poche ma importanti riflessioni.

La NEVE di primavera? Una beffa per gli sciatori, una manna per i ghiacciai…

Il freddo tardivo di mercoledì 19 aprile ha certamente flagellato vallate alpine, appenniniche e zone di pianura del nord, ma la neve tardiva di maggio nelle Alpi è un’autentica manna per i ghiacciai, per l’agricoltura, per le riserve idriche, per i fotografi, che invece di scattare le foto per i dépliant invernali delle località turistiche in gennaio o febbraio, quest’anno hanno atteso maggio per dare libero sfogo alla propria creatività.

Il vero problema dei ghiacciai non è tanto la mancanza di abbondanti nevicate invernali ma la diminuzione di quelle nei periodi intermedi, soprattutto primaverili, che negli ultimi anni sono venute totalmente meno e che, congiuntamente alle alte temperature, hanno provocato le ablazioni terrificanti a cui abbiamo assistito e che sta facendo correre ai ripari gli esperti che propongono soluzioni per salvarli (neve artificiale, teloni).

Ben venga dunque la nevicata di maggio, ben sapendo che a basse quote difficilmente potranno ripetersi, ma consci che almeno sino a giugno un’altra buona dose di neve almeno oltre i 2300m potrà certamente cadere.

Inoltre le temperature si mantengono ormai basse da un paio di settimane e solo lentamente sul settore alpino tenderanno a risalire: tutto fa brodo insomma per sopportare senza troppi traumi l’estate che verrà, sperando che non sia estrema!
 

Autore : Alessio Grosso