Gli stratocumuli: che tipo di nubi sono?
Sono ammassi nuvolosi che si generano in situazioni di alta pressione autunnale o invernale, con calma di vento e debole rimescolamento d’aria negli strati atmosferici più bassi.
Quando la nostra Penisola si trova in una situazione con alta pressione persistente, o in un campo di pressioni piuttosto livellate, i venti tendono ad indebolirsi vistosamente, ed i moti delle masse d’aria verso l’alto scompaiono quasi completamente; anzi si ha un graduale accumulo di aria umida nei bassi strati atmosferici, in prossimità del suolo.
Se oltretutto ci troviamo nella stagione autunnale o invernale, la temperatura durante la notte riesce a calare di parecchi gradi, fino a che in alcuni casi non arriva a valori tali da permettere la condensazione del vapore acqueo in goccioline d’acqua.
Si generano quindi foschie dense, banchi di nebbia o nubi molto estese (gli STRATOCUMULI appunto) a quote comprese fra i 200 ed i 700 metri; con l’arrivo del sole IN QUALCHE CASO poi si possono sviluppare deboli e temporanee correnti verticali, che tendono a rimescolare l’aria negli strati più bassi dell’atmosfera.
In questo modo si creano piccoli vortici verticali che da una parte portano l’aria umida dei bassi strati verso l’alto (per pochi metri), dando alla nube una struttura cumuliforme appena accennata, mentre sull’altro fianco spingono aria più secca dall’alto verso il suolo (sempre per pochi metri) provocando il dissolvimento della nube.
Si crea quindi una “scacchiera” nuvolosa, formata da elementi non più ampi di 20-30 metri, che assomiglia vagamente al classico “cielo a pecorelle”, ma che con quest’ultimo non ha niente a che vedere.
Quando il sole poi arriva ad essere alto sull’orizzonte (nelle ore centrali della giornata), i piccoli elementi cumuliformi tendono a crescere leggermente, divenendo però sempre più isolati.
Alla sera invece le nubi tornano compatte, a meno che nel frattempo non sia calata la pressione e non si sia alzato un po’ di vento.
Autore : Lorenzo Catania