00:00 21 Maggio 2003

GRANDI EMOZIONI martedì sulla Pianura Padano-Veneta, foto reportage

Ecco tre situazioni da ovest a est.

L’arco alpino fa davvero brutti scherzi: deforma i fronti, straccia i temporali, distribuisce a piacere aria fredda e Foehn.
Ieri è successo un po’ di tutto sulla Pianura Padano Veneta.

C’era un piccolo vortice freddo che si muoveva da nord-ovest verso sud-est. Esso ha richiamato davanti a sè aria umida dal mare, mentre nella sua parte posteriore affluiva aria più fredda e secca. Di colpo alle 16 c’è stata la crisi con l’aria fredda ad irrompere violenta in Valpadana.

L’arco alpino occidentale, più alto, ha favorito l’innesco del Favonio: pertanto su alto Piemonte e bassa Valle d’Aosta trionfava il sole anche se il vento soffiava forte, sulla Lombardia e il basso Piemonte l’aria umida residua è stata sollevata bruscamente e si sono attivati dei temporali che hanno scaricato anche della grandine. L’aria secca ha però fatto evaporare gran parte delle precipitazioni. Poi anche qui è entrato turbolento il vento da nord.

L’arco alpino orientale è invece più basso, l’effetto favonico è meno marcato e c’è a disposizione una maggiore quantità di aria umida al suolo. Il vento secco da nord è comunque penetrato sul Trentino-Alto Adige dopo una mattinata di pioggia. La Pianura Veneta e quella emiliana-romagnola però si trovavano ancora lungo l’asse di saccatura, come si dice tecnicamente.

Si sono così sviluppate cellule temporalesche molto violente ed irregolari lungo la linea di discontinuità che poneva a contatto le due masse d’aria: ecco allora i violenti rovesci grandinigeni nel Padovano, Modenese e Ferrarese.
Poi il vento da nord è penetrato anche su quelle zone e il tempo è parzialmente migliorato.
La sequenza degli eventi è raccontata nelle tre foto che vi proponiamo…
Autore : Alessio Grosso