00:00 18 Novembre 2002

Cronaca in Pillole dalla Lombardia e da Venezia

Le situazioni più critiche che si sono verificate in questi ultimi giorni

LOMBARDIA: dopo aver fatto i conti con la intensa perturbazione di venerdì e sabato, adesso gli abitanti della Pianura Padana dovranno tenere sotto monitoraggio tutti i fiumi: il Po ad esempio in queste ore misura un livello pari a tre quarti della soglia record raggiunta durante la piena record del 2000, ed inoltre la sua portata attuale è di 7-8000 metri cubi al secondo nella zona di Pavia (contro i 10.000 di due anni fa).
Ma i fiumi spesso fanno da immissari per i laghi, ed ecco che allora alcuni bacini come il Lago Maggiore si trovano a fare i conti con quantità di acqua in arrivo particolarmente cospicue e difficili da smaltire senza che il livello del lago stesso aumenti.

PROVINCIA DI MANTOVA: l’acqua dell’Oglio invade la strada.
Il livello del fiume infatti continua a salire di 5 cm ogni ora, nonostante ci sia stata una certa pausa nelle precipitazioni; ecco che allora nella serata di ieri i tecnici del Ponte di Torre d’Oglio, dopo aver visto che l’acqua cominciava ad invadere la strada per San Matteo delle Chiaviche, hanno deciso di chiudere il ponte stesso.

LOMBARDIA: Nel weekend in gran parte della regione si sono verificate delle frane e delle esondazioni; in particolare in Valtellina una frana ha trascinato un’auto, con madre e figlia a bordo, nelle acque dell’Adda.
Ma anche altre zone sono state interessate pesantemente dal cattivo tempo: ad esempio stamani è stata disposta la chiusura della Strada Statale 211 all’altezza del ponte sul Po a Pieve del Cairo (Pavia) a causa dei livelli pericolosi raggiunti dal fiume in quel punto.

VENEZIA: l’acqua alta in città stavolta ha raggiunto valori veramente notevoli, a causa di una punta a ben 147 cm alle 9:45 di sabato; si tratta della quinta misura di sempre, la terza dopo l’alluvione del ’66.
Chiaramente si sono registrati disagi in tutta la città, ma non solamente per i turisti, a causa del forzato passaggio sulle passerelle in Piazza S. Marco, bensì per gli abitanti, che con una marea di queste proporzioni non erano più abituati a convivere.
Molti si sono adeguati e si sono attrezzati con le pompe per far uscire l’acqua da casa; altri hanno usato sacchetti di sabbia e vecchi vestiti per metterli sulla soglia della porta di casa.
Ma in alcuni casi i veneziani si sono dovuti arrendere alla forza dello Scirocco, e sono rimasti a guardar sommergere le loro abitazioni da acqua spesso melmosa, perché mescolata con gli scarichi delle fogne.
Anche dal punto di vista economico ci sono stati dei problemi: molti negozi allagati, con merce da buttare, o addirittura panetterie forzatamente chiuse nelle strade più lontane dal mare.
Fortunatamente nella giornata di ieri la marea è stata inferiore e non ha creato problemi particolari.
Autore : Redazione