00:00 27 Maggio 2023

Il potente ANTICICLONE punta a dominare l’Europa ma sull’Italia…

Fosse stato inverno non avremmo avuto scampo, ma adesso bastano un po' di refoli di aria fresca per generare instabilità. Restiamo in attesa di capire se ci sarà un affondo perturbato durante la prima decade di giugno.

Il potente ANTICICLONE punta a dominare l’Europa ma sull’Italia…

 

Il Sacro Romano Impero: il sogno di un dominio assoluto sull’Europa che si è andato sgretolando quando ci si è resi conti che non era possibile piazzare contingenti ovunque e tener controllato ogni angolo di territorio per anni e anni. 

La stessa presunzione ce l’ha l’anticiclone che, avendo stabilito il suo quartier generale sul Regno Unito, da lì cerca di dominare la situazione, allungandosi a destra e a manca per bloccare ogni iniziativa perturbata.

Così non ce la può fare: sulla Scandinavia le "armate" del maltempo resteranno lì in attesa del momento migliore per piazzare un attacco nel Mediterraneo, così come i modesti vortici ciclonici presenti sull’ovest del Continente di interagire con l’azione fredda scandinava e di muovere verso est, come vediamo qui sotto in una mappa prevista per il 7 giugno dal modello giapponese JMA (un po’ estrema forse ma che riassume bene la fase di attesa attuale):

Sino ad allora l’anticiclone non riuscirà comunque a proteggere bene il nostro Paese da modeste infiltrazioni d’aria fresca in arrivo da nord-est, che in inverno avrebbero prodotto ben poche conseguenze, ma in estate saranno foriere di qualche temporale, specie sulle zone interne, sul Piemonte e sul versante tirrenico.

Sotto la schema barico e di seguito le conseguenze previste per martedì 30 maggio con i focolai temporaleschi in sfondamento sulle coste del Tirreno a fine pomeriggio, mentre il nord-est rimarrà completamente sottovento e con cielo sereno:

Anche nei primi di giugno stessa situazione: sole al mattino, anche caldo, poi nel pomeriggio la solita attività temporalesca sparsa tra zone interne e versanti esposti alle correnti da nord-est. In questo contesto è chiaro che le aree soggette a maggiore instabilità risulteranno quelle centrali e meridionali.

RIASSUMENDO: il forte anticiclone insediatosi sul nord-ovest del Continente non favorisce un normale andamento delle correnti da ovest ad est, dunque, aldilà degli spifferi freschi e delle piccole conche depressionarie che si formano lungo il suo bordo meridionale, bisognerà capire se entro i primi giorni di giugno possa esserci o meno una svolta più importante, che al momento è solo abbozzata dai modelli.

 

 

Autore : Alessio Grosso