2022 parte con l’anticiclone africano, scenari più freddi per l’Epifania?


L’anticiclone africano è pronto a regalarci un inizio d’anno assolutamente anomalo e fuori da ogni contesto invernale, come già ampiamente discusso in questo articolo. Il promontorio anticiclonico avrà connotati, in alta quota, tipicamente estivi e gli effetti non passeranno inosservati sui rilievi di tutta Italia.
Le temperature sono destinate ad impennarsi anche oltre i 10-15°C oltre i 1000/1500 metri di altezza. Lo zero termico salirà addirittura oltre i 3000 metri di altitudine su tutte le Alpi occidentali e l’Appennino settentrionale, ponendo in una situazione difficilissima tutta la neve caduta nell’ultimo mese. Con l’aumento termico, infatti, sarà molto più alto il rischio valanghe anche in alta quota.
Al suolo gli effetti dell’anticiclone africano saranno leggermente meno evidenti, soprattutto in pianura Padana, grazie ai fenomeni dell’irraggiamento notturno e dell’inversione termica, capaci di creare uno strato d’aria fredda nei bassi strati e strati via via più caldi man mano che si sale di quota.
Questi fenomeni saranno meno evidenti al sud e sulle isole maggiori, dove si prevedono temperature vicine ai 20-22°C a Capodanno.
Ecco le temperature massime previste a Capodanno:

Ma quanto durerà questo anomalo anticiclone nel pieno dell’inverno? Stando agli ultimissimi aggiornamenti dei modelli matematici pare sempre più evidente un graduale declino dell’anticiclone a partire dal 5 gennaio. Dunque fino a martedì 4 gennaio faremo i conti, quasi certamente, con tempo stabile e generalmente mite, eccetto la pianura Padana che se la vedrà con nubi basse e nebbie che renderanno il clima uggioso e freddo.
Ma poi cosa succederà? Tra le vare ipotesi prevale, al momento, quella riguardo una rapida incursione fredda dai quadranti nord orientali a seguito del rinforzo dell’anticiclone sull’Atlantico centro-settentrionale.
Di ora in ora aumentano le possibilità che nel periodo tra 5 e 8 gennaio, in particolare a ridosso dell’Epifania, l’anticiclone africano possa rapidamente indebolirsi per lasciar spazio a correnti più fredde dai Balcani, in un contesto però piuttosto secco. Quantomeno, però, le temperature rienterebbero nelle medie del periodo per poi portarsi anche al di sotto.

La tendenza viene confermata sia dalla media degli scenari di GFS che quella di ECMWF. Al momento, tuttavia, siamo ben lontani dal parlare di un’ondata di freddo intenso e neve, come già erroneamente dichiarato da altre testate.

Del resto la mappa relativa all’incertezza della proiezione per l’Epifania ci mostra quanti dubbi sono ancora presenti sugli effettivi movimenti delle masse d’aria tra Atlantico ed Europa. Saranno fondamentali i prossimi aggiornamenti per cercare di sciogliere sempre più i dubbi su questa linea di tendenza.
Autore : Raffaele Laricchia
