00:00 11 Dicembre 2020

L’INCUBO di un inverno autunnale (per l’ennesima volta)

Cosa potrebbe succedere alla stagione?

L’INCUBO di un inverno autunnale (per l’ennesima volta)

Stagioni in fotocopia, ormai da anni. Sembra un disco rotto il tempo. Lasciate stare il rarissimo affondo del ramo del vortice polare dei giorni scorsi, perché ora sembra tornata la classica normalità "pseudo invernale" degli ultimi anni.

Flusso occidentale semi ondulato, qualche pioggia, un po’ di neve sui monti ma a quote altine, poco freddo, addirittura mitezza conclamata al centro e soprattutto al sud.

Lo vediamo qui sotto l’andamento medio, che peraltro è già meglio di tanti dicembre dove il flusso perturbato atlantico fluiva molto più a nord ed eravamo prigionieri dell’alta pressione, ma è anche molto simile a tanti dicembre dove il flusso era il medesimo e portava molta mitezza sino a Natale, pur condita da alcune precipitazioni.

Non a caso anche la letteratura parla di "disgelo natalizio" dopo una fase iniziale di dicembre magari più fredda. E un po’ di freddo, pochino per la verità, al nord si è fatto vedere, giusto quello sufficiente a scaricare alcuni metri di neve su centro-est Alpi.

Statisticamente il tempo potrebbe proseguire proprio come suggeriscono alcune mappe odierne: sotto Natale rotazione delle correnti a nord-ovest con un po’ di neve sui settori alpini di confine, poi anche sul medio Adriatico e al sud a quote basse, ma non in pianura e venti di foehn e tramontana al nord-ovest e sul Tirreno con tanto sereno.

Verso fine anno ecco la spanciata dell’anticiclone a chiudere ogni velleità dei vortici freddi di abbracciare anche il resto d’Europa, ma costretti invece a portare freddo e neve in medio Oriente, come spesso accaduto dal 2000 in poi:

E gennaio? Proseguirà ancora inizialmente sulla falsariga dell’anticiclone ritrovato con perturbazioni ancora ben lontane dallo Stivale, un flusso atlantico ancora troppo violento da ovest per poter condurre attacchi decisi nel Mediterraneo:

E intanto trascorreranno le settimane e solo da fine gennaio si scorgerebbero i germi di un rallentamento almeno temporaneo dell’attività del vortice polare e dunque della corrente a getto con un tentativo di attacco simile a quello che di solito avviene tra Natale e Capodanno o tra Capodanno e l’Epifania, eccolo:

In questo caso magari la neve riuscirebbe a raggiungere zone prossime alla pianura di Abruzzo, Molise, Puglia e Lucania, ma stiamo comunque parlando di uno schema barico, non di una previsione, è solo per intenderci meglio.

Ecco: l’anomalia è questa, bella e conclamata.
Cosa manca allora? Manca l’est, mancano i blocking atlantici, cioè i muri anticiclonici che consentivano al freddo russo di raggiungere l’Europa.

E’ vero che non siamo la Russia, che siamo in tempi di global warming, ma gli episodi invernali veri nel nostro Paese non sono mai mancati, mentre dal 2014, salvo situazioni particolari (vedi Rigopiano, le grandi nevicate alpine da Scirocco, l’ondata di freddo di fine febbraio 2018, o qualche nevicata all’estremo sud intorno a Capodanno) l’inverno non è più pervenuto.

Sarà così anche quest’anno o dobbiamo aspettarci stravolgimenti? Lo scopriremo nei prossimi aggiornamenti.

 

Autore : Alessio Grosso