GROSSO: “cicloni pericolosi su Europa ed Italia per tutto il resto dell’autunno”
Tradizionale intervista settimanale ad Alessio Grosso.


REDAZIONE: primo ciclone di stampo autunnale, prima devastazione, ce ne attendono altri?
GROSSO: la piega che sta prendendo la stagione non è affatto confortante, ricordiamo che il ciclone che due anni fa danneggiò seriamente il patrimonio boschivo di molte vallate alpine e distrusse i lungomare di alcune località turistiche liguri, giunse il 27 ottobre, mentre quest’anno cicloni simili risultano attivi già da fine settembre.
REDAZIONE: dunque dobbiamo aspettarcene altri di questa portata?
GROSSO: già le mappe nel medio e nel lungo termine seguitano a piazzare affondi depressionari importanti sull’Europa centrale e mediterranea, per fortuna non con questa veemenza, ma si tratta comunque di un segnale non trascurabile. L’approfondimento di un ciclone sotto i 990hPa a ridosso delle nostre coste, per come è messo il territorio oggi, con strade costruite ancora in epoca fascista o precedenti e mai risistemate, con arenili non protetti, argini dei fiumi mai rinforzati, presenza di abitazioni abusive e ponti pericolanti, deve farci pensare che altre tragedie possano originarsi da piogge più abbondanti del normale.
REDAZIONE: il prossimo peggioramento quando interverrà?
GROSSO: il prossimo importante peggioramento è previsto per domenica 11 ottobre al nord, dove i modelli prevedono l’approfondimento di una depressione e conseguente fase perturbata, in grado poi di estendersi al resto del Paese nei giorni successivi.
REDAZIONE: situazioni simili a quelle vissute al nord potranno verificarsi anche al centro e al sud?
GROSSO: assolutamente si, ricordiamoci oltretutto che la stagione più piovosa per il sud non è necessariamente l’autunno, ma coincide spesso con l’inverno, dunque nessuno si senta al sicuro fintanto che si verificheranno contrasti termici e barici importanti come quelli che abbiamo sperimentato.
REDAZIONE: però poi in inverno spesso il tempo è come se dormisse.
GROSSO: il vortice polare risulta da anni troppo compatto e l’alta pressione in inverno troppo invadente per assistere a tempeste invernali nevose di grande rilevanza. Potrà certamente ancora succedere, ma saranno episodi di breve durata, magari preceduti e seguiti da lunghe fasi di calma atmosferica e purtroppo di inquinamento ambientale alle stelle.
Autore : Redazione MeteoLive.it
