00:00 28 Settembre 2020

Meteo: GROSSO: “l’autunno che parte in quarta non dice nulla sull’inverno che verrà”

Tradizionale intervista settimanale ad Alessio Grosso.

Meteo: GROSSO: “l’autunno che parte in quarta non dice nulla sull’inverno che verrà”

REDAZIONE: questa irruzione d’aria artica marittima ha lasciato il segno in questo finale di settembre…
GROSSO: diciamo che con questa intensità non se l’aspettava quasi nessuno. Oltretutto adattarsi allo sbalzo termico, dopo che per settimane hai sperimentato temperature prettamente estive, non è cosi automatico. Comunque ora i valori torneranno a salire, specie al sud.

REDAZIONE: la saccatura in arrivo da ovest da giovedì cosa produrrà?
GROSSO: oltre al rialzo termico già citato sul meridione, favorirà altre importanti piogge al nord e lungo il versante tirrenico, con 3-4 impulsi in transito, due dei quali rilevanti: quello di sabato 3 e quello di lunedì 5. In entrambi i casi saranno associati a precipitazioni diffuse, anche nevose in alta quota.

REDAZIONE: sembra che le depressioni facciano a gara a tuffarsi nel Mediterraneo, cosa negli ultimi anni faticava a verificarsi anche nel cuore dell’autunno. E’ un segnale per l’inverno che verrà?
GROSSO: abbiamo visto che le configurazioni bariche dell’autunno spesso non hanno alcuna conseguenza sulle sorti dell’inverno. Appena infatti il vortice polare si compatta nelle zone artiche, tutto viene stravolto e occorrono dei veri e propri "miracoli" affinché si realizzino gli scambi di calore che negli inverni del passato garantivano almeno alcuni episodi invernali degni di nota sul nostro Paese. In pratica la corrente a getto "tira" cosi tanto da ovest che la stagione quasi si addormenta. Bisogna sperare in un fronte polare basso, in seno al quale riescano comunque a prodursi quelle ondulazioni in grado di garantire una certa normalità stagionale, fatta di precipitazioni anche di tipo nevoso, ma non sarà facile.

REDAZIONE: come mai appena succede qualcosa che possa avere anche una remota attinenza con la fase di riscaldamento che stiamo vivendo, i media ne parlano diffusamente e invece tacciano su qualunque episodio freddo che induca a farsi qualche domanda?
GROSSO: perché stanno cercando di creare una coscienza ambientalista nella popolazione, farsi domande fa crescere i dubbi, meglio essere certi che il pensiero sull’argomento sia univoco, tanto è vero che non si usa più il termine riscaldamento ma surriscaldamento e si tenta di convincere tutti a suon di immagini di iceberg che si staccano, di deserti che avanzano (quando in realtà il clima più caldo favorisce maggiori precipitazioni proprio in quelle zone) che se non interverremo ci scalderemo all’infinito. Pensare di poter regolare la temperatura del pianeta è comunque un progetto presuntuoso ed irrealizzabile, l’uomo non può comandare il clima a piacere. 

REDAZIONE: eppure con il covid ci siamo aperti finalmente al lavoro a distanza e capito che questo può giovare alla qualità dell’aria.
GROSSO: certo, se il lavoro fosse riorganizzato spediremmo nell’aria molta meno CO2, ma molti se ne fregano, preferiscono stare in coda per ore ed impestare l’aria, pur di arrivare al lavoro a bersi il caffè con i colleghi. "Ah, quanto vorrei avere più tempo per stare con i miei figli e coltivare i miei hobbies", tutte parole, a lato pratico molti preferiscono il caos delle metropoli e una vita frenetica. Il clima non si aspetti dunque nessun aiuto concreto dall’uomo.
 

Autore : Redazione MeteoLive.it