00:00 4 Agosto 2020

Tornerà il CALDO AFRICANO sull’Italia? Chiediamolo all’ITCZ

Controlliamo le mosse di questo importante parametro climatico

Tornerà il CALDO AFRICANO sull’Italia? Chiediamolo all’ITCZ

Un buon metro per cercare di capire le mosse dell’alta pressione africana è l’ormai famoso ITCZ (InterTropical Convergence Zone). Si tratta della zona di convergenza intertropicale situata mediamente sull’equatore. Qui si ha la convergenza degli Alisei dell’emisfero boreale e la risalita di masse d’aria calda che determinano l’area di instabilità equatoriale, con piogge e temporali.

Questa ipotetica linea, chiamata anche equatore climatico, fluttua a nord e a sud a seconda delle stagioni. In estate, tra luglio e settembre, tende ad estroflettersi verso nord di circa 18°/19° sopra l’equatore, in risposta al maggiore o minore vigore della circolazione monsonica delle latitudini tropicali.

I suoi movimenti determinano anche lo spostamento verso sud o nord delle alte pressioni subtropicali (che si estendono immediatamente a nord e a sud della ITCZ), determinando così un forte influsso anche sul tempo di casa nostra.

Una maggior estroflessione dell’ITCZ verso nord facilita le rimonte dell’alta pressione africana verso il Bacino del Mediterraneo e l’Italia. Di conseguenza, in estate, questo parametro diventa fondamentale per la previsione di una possibile risalita del famigerato "Gobbo".

L’ITCZ non viene monitorato in inverno, ma sale sugli altari della cronaca già a partire dal mese di aprile per i motivi suddetti. La mappa in alto ce lo mostra…così come è disposto in questi ultimi giorni, o meglio come era disposto nella terza decade di luglio. La linea scura rappresenta la sua altezza media, mentre la linea rossa la posizione assunta dal 20 al 30 luglio.

Cosa notiamo? Rispetto agli anni scorsi, non si notano preoccupanti estroflessioni verso nord in grado di ergere ondate di caldo persistenti e durature sull’Italia. La scorsa settimana abbiamo comunque sopportato una consistente ondata di calore, ma dalla durata non eccessiva. 

La parte centrale ed orientale dell’ITCZ risulta solo lievemente estroflessa verso nord, mentre la parte occidentale risulta addirittura sottomedia, ovvero più bassa della norma.

Tolta la breve, ma intensa ondata di caldo della settimana scorsa, per il momento non si notano segnali in grado di far presagire altre ondate di caldo atroce sull’Italia. Ciò non significa che l’estate sia finita e che non verrà più il caldo, ma le eventuali puntate dell’alta pressione africana (se ci saranno) avranno carattere transitorio.

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Autore : Paolo Bonino