00:00 17 Aprile 2020

Covid-19: camminiamo su “GHIACCIO sottile”…

Il sindaco di Amburgo conia un'espressione decisamente calzante rispetto alla fase di emergenza covid-19 che stiamo sperimentando.

Covid-19: camminiamo su “GHIACCIO sottile”…

Non ce la fanno più. Devono riaprire a tutti i costi proprio nel momento in cui il contagio comincia finalmente a battere in ritirata per mancanza di soggetti da "attaccare".

E’ un gol a porta a vuota, quello che offriamo al covid-19? Vogliamo farlo rientrare in partita per mancanza di pazienza? Sono giorni di disorientamento, incertezza.

Ovvio che non è possibile (e nemmeno umano) continuare a rimanere in casa fino a che il virus sarà confinato in gattabuia e "guardato a vista": la cosa nuocerebbe gravemente ai bambini, che pur si sono adattati meglio degli adulti a questa emergenza, non ce la farebbero nemmeno i nonni, che sentono veramente la necessità di uscire all’aria aperta come terapia contro la depressione, e soprattutto andrebbe totalmente in crisi il mondo del lavoro.

Tutta questa "ansia" di riaprire al volo però potrebbe portare ad affrettare eccessivamente le cose. "Camminiamo su ghiaccio sottile" ha osservato ieri il sindaco di Amburgo, un’espressione che fotografa esattamente quanto sta accadendo.

La regressione del virus non è arrivata a tal punto da rendere cosi duro il ghiaccio da consentirci di camminarvi sopra senza pericolo, cioè senza il rischio di fratturarlo e sprofondare nuovamente nel baratro.

La processione infinita dei morti a Clusone(BG), mandata in onda per una volta con crudezza dal Tg1 delle 20 del 16 aprile non ha cambiato di una virgola la ferma volontà di riaprire.

L’illusione poi di vivere una sorta di "estate anticipata" dove non manca mai la luce del sole, che induce all’ottimismo e fa pensare alle vacanze, spinge tutti verso l’abbattimento dei vincoli per tornare alla normalità.

Si, ma occorreranno regole ferree, che forse verranno rispettate solo nelle intenzioni:
-al lavoro con le 4 D si dice in Lombardia
-i bambini al parco dal 4 maggio accompagnati da un genitore ma niente giochi di gruppo (tantomeno gli allenamenti dei vari sport)

-gli anziani, che peraltro già sono in giro molto più di quanto si creda, dovranno però restare lontani dai nipoti

-e la scuola? Niente sino a settembre (e di conseguenza niente oratori estivi, camp, WWF, campi scout e affini)

-Si, ma se i bambini non vanno a scuola, chi li cura se i genitori tornano al lavoro e i nonni non possono più stare con loro? Tranquilli, (dicono) prolungheremo il congedo parentale, cosi come verrà ancora agevolato lo smart working sino all’estate.

-Si potrà lavorare anche su turni di 7 giorni per evitare sovraffollamenti sui mezzi pubblici, dove non si potrà stare in piedi, ma solo seduti, distanziati, mah…

Arrivano intanto rassicurazioni sui condizionatori: in casa, con filtri puliti settimanalmente, saranno un alleato contro il virus e non un alleato DEL virus, negli uffici basterà non premere la funzione di ricircolo dell’aria ma utilizzarli con aria esterna, magari spalancando spesso anche le finestre (laddove sarà possibile), per non correre rischi. (Sarà vero?)

Gli scienziati però dicono che i contagi spesso di massa nelle RSA, sottendono che il virus non ha affatto esaurito la sua pericolosità, è ancora tra noi e pronto a tornare alla carica.

Se dunque tutta questa fretta nel riaprire portasse una seconda ondata (come paventano alcuni), c’è da pensare che lo shock che hanno vissuto molti milioni di connazionali questa volta finirebbe per risultare raddoppiato: alla paura di poter contrarre il virus e di restarci secchi, si unirebbe quella legittima (anche se un po’ meno grave) di perdere completamente il lavoro. 

Se invece fossimo cosi breve a rispettare le regole e davvero (almeno sino a settembre) il virus fosse meno "cattivo" nell’aggredirci, il quadro psicologico cambierebbe e tornerebbe un po’ ottimismo e di amore sincero per la vita.

 

 

Autore : Alessio Grosso