00:00 14 Gennaio 2019

MODELLO AMERICANO: una “super” depressione sull’Europa

Una terza decade di gennaio che in un modo o nell'altro, potrebbe riservare delle grandi sorprese. Vediamo perché.

MODELLO AMERICANO: una “super” depressione sull’Europa

Giungono ancora segnali contrastanti circa l’evoluzione del tempo atmosferico nella terza ed ultima decade di gennaio.

Nella stratosfera è in atto un vero e proprio tumulto, almeno un paio di intensi riscaldamenti della temperatura che viaggiano nella sottile linea di confine tra una dinamica di tipo ‘split’ (divisione del Vortice Polare) ed una dinamica di tipo ‘displacement’, cioè uno spostamento del Vortice Polare stratosferico fuori dal Polo Nord Geografico.

Abbiamo poi l’incognita, attualmente ancora soggetto di disputa da parte dei modelli, riguardante gli effetti di questi riscaldamenti stratosferici nei piani sottostanti, cioè la troposfera, lo strato d’aria in cui siamo immersi. Ne conseguono grossi stravolgimenti previsionali nell’arco di poco tempo, con un sostanziale disaccordo dei modelli nella linea da seguire relativamente alla terza decade di gennaio. 

Il modello americano presenta delle notevoli differenze rispetto alla previsione proposta dalla controparte europea; laddove infatti il prestigioso centro di calcolo con sede a Reading – mette in luce una circolazione tipica di un Vortice Polare assai disturbato, il modello americano conserva ancora un’evoluzione compatibile con una circolazione di venti occidentali che non sarebbe mai del tutto sopita.

In questo caso il tempo europeo avrebbe sicuramente delle caratteristiche più temperate e miti ma l’instabilità a tratti anche con caratteristiche ‘tempestose’, ne trarrebbe giovamento. Nonostante tutto, anche nell’ipotesi del modello americano troverebbe spazio un’azione di disturbo a carico del Vortice Polare, la cui origine sarebbe ancora una volta da ricercare nello stratwarming recentemente avvenuto in stratosfera nel mese di gennaio.

L’evoluzione proposta a lungo termine dal modello americano, è compatibile con una dinamica di tipo ‘displacement’ che porterebbe sull’Europa una grande depressione ricolma d’aria polare marittima, non troppo fredda ma molto instabile e foriera di nevicate in montagna a quote medio-basse.
Da segnalare come tale evoluzione venga proposta dal modello americano già da diversi aggiornamenti, anche se nel complesso questa ipotesi pare meno probabile rispetto a quella più fredda paventata dagli altri modelli. 

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Autore : William Demasi