MODELLO EUROPEO: nuovo raffreddamento della temperatura in terza decade di gennaio
Nuovi apporti d'aria FREDDA in arrivo sull'Europa nella terza decade di gennaio: prime ipotesi sugli scenari a cui potremo andare incontro.

Nuove conferme arrivano questa sera circa il proseguimento di una stagione che potrebbe riservare qualche nuovo episodio di stampo invernale anche nella terza decade di gennaio. L’anticiclone a ridosso dell’Europa occidentale, costringe le correnti d’alta quota ad avere una provenienza di tipo settentrionale. Le regioni a sud delle Alpi sperimentano ormai da molti giorni una condizione persistente di siccità accompagnata da valori bassi di umidità relativa che favoriscono il propagarsi di rari incendi delle Prealpi persino nel mese di gennaio. Al centro ed al sud, soprattutto lungo i
versanti adriatici, si vive una situazione completamente diversa; le correnti settentrionali si arricchiscono in umidità, costituendo nubi e precipitazioni con neve a bassa quota. Una nuova perturbazione è attesa nelle prossime ore attraversare queste regioni, il contesto delle temperature risulterà tuttavia più elevato e le nevicate resteranno confinate a quote più alte.
La nostra attenzione viene però rivolta alle nuove manovre atmosferiche previste nel lungo periodo, conseguenza più o meno diretta di quella propagazione del surriscaldamento stratosferico polare verso la sottostante fascia troposferica. Un Vortice Polare più disturbato sarebbe dunque propenso a favorire un maggiore apporto di aria fredda proprio dalla regione polare verso le medie latitudini, mantenendo alta l’attenzione sui movimenti atmosferici relativi alla terza decade di gennaio. L’anticiclone potrebbe migrare col proprio cuore più caldo e stabile nel pieno dell’oceano Atlantico, consentendo libero accesso alle masse d’aria fredde sulle regioni europee occidentali.
Insomma una terza decade di gennaio che, nonostante tutto, potrebbe garantire dei colpi di scena, sperando che la pioggia (e la neve!) possano al più presto fare visita alle regioni settentrionali.
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Autore : William Demasi
