00:00 17 Dicembre 2018

L’incognita dell’anticiclone russo-siberiano; riuscirà o meno a svilupparsi?

Croce e delizia dei modelli previsionali: vi presentiamo l'anticiclone russo-siberiano.

L’incognita dell’anticiclone russo-siberiano; riuscirà o meno a svilupparsi?

Nei prossimi giorni una circolazione di aria molto mite di origine oceanica prenderà il sopravvento dell’Europa centrale e soprattutto occidentale, tentando in ogni modo di penetrare all’interno del gelido continente Euroasiatico. Le masse d’aria oceanica dovranno tuttavia confrontarsi con un muro impenetrabile, costituito dall’aria gelida che ormai da diversi giorni ha preso possesso della Russia e dell’Europa orientale, condizionando fortemente il tempo di queste regioni. L’aria fredda ha subito un processo di ‘continentalizzazione’ che ha portato ad un suo ulteriore raffreddamento negli strati prossimi al suolo.

Cosa significa questa complicata parola?

Sui paesi dell’est Europa e sul vasto continente Euroasiatico, la temperatura durante l’inverno può subire un crollo vertiginoso. Questa diminuzione così sensibile si verifica spesso attraverso una discesa d’aria artica dal cuore del Vortice Polare verso le pianure russo-siberiane.

Questo rappresenta il primo step di un raffreddamento che progredisce col passare dei giorni, la lontananza del mare agevola il deposito dell’aria fredda dalle quote superiori verso il suolo. Il deposito di aria gelida, attraverso irruzioni ripetute di aria artica, si verifica in maniera ‘laminare’, letteralmente "strato dopo strato" e può raggiungere spessori considerevoli. 

I modelli hanno una forte difficoltà nella lettura di queste circolazioni che, lo ricordiamo, occupano esclusivamente gli strati prossimi al suolo. L’anticiclone russo-siberiano nasce proprio dal ‘peso’ esercitato sulla superficie terrestre da parte di queste masse d’aria.

Ebbene nelle previsioni deterministiche a medio e lungo termine, appare e scompare continuamente un cosiddetto ‘anticiclone termico’ sull’est Europa, quale risultato di un grande deposito d’aria gelida negli strati prossimi al suolo, il cui consolidamento può essere oltremodo facilitato dalle vaste superfici di neve caduta in questi giorni.

Quale ruolo potrà avere una tale massa d’aria sul tempo italiano? Ancora molto difficile rispondere a questa domanda. Nei prossimi giorni cercheremo di fornire qualche risposta più precisa. 

Autore : William Demasi