Inverno GELIDO? Basterebbe un’importante NEVICATA a dicembre e poi l’anticiclone
Non sarebbe difficile cambiare le sorti di una stagione invernale su alcune zone del Paese.


Vivere a contatto con l’inverno vero è ancora possibile, anche e soprattutto in tempi anticiclonici.
Servirebbe un episodio invernale a dicembre di quelli che lasciano il segno con una discreta coltre di neve che cade sulle pianure, senza che dietro ad essa seguano altri episodi perturbati magari a carattere piovoso che asportino la copertura nevosa e favoriscano anche un rialzo termico generale.
La neve deve arrivare quando il sole sull’orizzonte è basso, cioè nel mese di dicembre, meglio ancora se prima di Natale e deve essere seguita da un anticiclone di quelli potenti, in grado di persistere per almeno un paio di settimane, impedendo alle perturbazioni atlantiche e all’aria mite di fare il suo ingresso anche solo parziale nell’area mediterranea.
In questo modo con l’inversione termica e la serenità del cielo vi sarebbe un effetto ghiacciaia al suolo e nei fondovalle alpini, appenninici e anche sulla Valpadana la neve potrebbe preservarsi per molti giorni.
Preservarsi e contribuire a determinare temperature minime di diversi gradi inferiori allo zero per effetto dell’albedo, specie sulla bassa pianura, dove potrebbe anche formarsi nebbia fredda con giornate di ghiaccio reiterate.
Accadde qualcosa di simile dopo la nevicata del 27 dicembre 1984, durante la fase di gelo che precedette la famosa nevicata del gennaio 1985, ma in tempi più recenti anche nel gennaio del 2009 dopo la nevicata dell’Epifania al nord.
Una coltre nevosa sulle pianure da metà gennaio subisce però già un discreto riscaldamento, specie sulle alte pianure del nord e finisce per fondere molto prima di quella presente nelle conche, nelle valli strette ed ombreggiate e sulla bassa pianura.
A febbraio la fusione è amplificata, più ancora a marzo. Eppure per vivere un mese sotto media termica, aldilà degli anticicloni possenti che dispensano nebbia fredda con brina e galaverna che persiste per giorni e raffredda ulteriormente l’aria, servirebbe soprattutto una bella nevicata dicembrina seguita da stabilità.
Una combinazione che, specie sotto Natale, risulta molto difficile per la spinta mitigatrice da ovest spesso apportata dalla corrente a getto e dunque dal vortice polare.
Autore : Alessio Grosso
