GENNAIO 2018 secondo la previsione del modello europeo: ecco COME potrebbe comportarsi
Uno sguardo alle previsioni stagionali messe in luce dal modello europeo ECMWF relative al mese di GENNAIO; quali novità emergono?

Una previsione a lunghissimo termine, rivolta cioè ad una distanza di settimane o mesi, deve essere SEMPRE presa con la dovuta cautela, lo scopo finale di queste proiezioni non è quello di compilare una previsione precisa a lungo termine ma esclusivamente di tracciare una linea di tendenza che riesca ad individuare su macroscala, le configurazioni sinottiche più frequenti. Impossibile quindi scendere nel dettaglio di una previsione rivolta ad uno specifico giorno oppure ad una precisa località,
questo potrà essere deciso soltanto in sede previsionale vera e propria.
Relativamente al mese di gennaio 2018, il modello europeo mette in luce una piovosità superiore alla norma sull’ovest Europa, il Regno Unito ed i paesi affacciati al Mediterraneo centrale ed occidentale.
Tale linea di tendenza sarebbe mantenuta almeno sino al termine della seconda decade del mese, lasciando presupporre l’insistenza di una circolazione di venti occidentali. Il
centro motore dell’attività depressionaria potrebbe ritrovarsi ancora sull’oceano Atlantico oppure sui settori nord-ovest europei.
Ovviamente tutto questo avrebbe ripercussioni nell’andamento generale delle temperature, con scarti positivi sempre più importanti mano a mano che poniamo il nostro sguardo dalla regione balcanica, sino alle estreme latitudini nord-orientali d’Europa. Gli scarti termici risulterebbero invece nella norma sul bacino centrale del Mediterraneo ed inferiori alla norma
sull’oceano Atlantico settentrionale, laddove possiamo sin da subito immaginare una forte ingerenza delle correnti fredde ed instabili di origine artico-marittima o polare-marittima.
Nel complesso la linea guida calcolata dalle stagionali del modello europeo, resta quella di una circolazione instabile nella quale sarebbero frequenti gli episodi di maltempo sul Mediterraneo, le incursioni d’aria calda sull’est Europa e la forte attività delle depressioni sull’oceano Atlantico settentrionale e sull’Europa occidentale.
Ricordiamo a tutti i nostri lettori che una linea di tendenza di questo tipo, cioè rivolta a distanze previsionali così lunghe, sia suscettibile di variazioni, errori anche grossolani.
Autore : William Demasi
