00:00 10 Gennaio 2016

Freddo in arrivo dalla metà di gennaio? Probabile ma scenari ancora non del tutto chiari

Giungono importanti conferme circa l'arrivo di una fase ben assestata di FREDDO sul nostro Paese tra sabato 16 e lunedì 18 gennaio. Ancora incerta la linea di tendenza successiva; secondo il modello americano, l'evento di freddo potrebbe concludersi precocemente, con una distensione dell'anticiclone sul Mediterraneo, diverso il parere del modello europeo che farebbe invece persistere il freddo sin verso la terza decade del mese.

Freddo in arrivo dalla metà di gennaio? Probabile ma scenari ancora non del tutto chiari

Sembra ormai tramontare la possibilità d’avere un’azione invernale decisa sul Mediterraneo che possa essere in grado di mettere in gioco masse d’aria fredda di origine ARTICA. Tuttavia non tutti i mali vengono per nuocere, soprattutto per chi aspetta con trepidazione un evento freddo invernale degno di tal nome; le novità riguardano la possibilità d’avere un coinvolgimento del Mediterraneo da parte delle masse d’aria fredda di origine continentale, in grado di portare un raffreddamento della temperatura assai più sensibile rispetto quanto pronosticato con gli aggiornamenti delle scorse giornate, nei quali al contrario veniva messa in evidenza un’azione fredda di stampo artico.

Se tale evoluzione venisse confermata, l’Italia sperimenterebbe una fase atmosferica caratterizzata da temperature RIGIDE, anche se l’intensità ed il target principale del freddo sono visti ancora in modo diverso tra la previsione del modello americano e quella del modello europeo. Proprio secondo la previsione calcolata dal centro di calcolo americano, spetterebbe alle regioni meridionali sperimentare il picco minimo di temperatura (associato a fenomeni sparsi di instabilità). Più marginale sarebbe il coinvolgimento delle regioni settentrionali. (farebbe comunque freddo OVUNQUE)

La previsione del centro di calcolo europeo mette in evidenza una maggior tenuta dell’onda anticiclonica sull’Europa occidentale e sull’oceano Atlantico, un dettaglio tutt’altro che trascurabile, che potrebbe determinare una persistenza della circolazione d’aria fredda per molte giornate consecutive, staccandosi così dalla linea di tendenza generale messa in evidenza dal modello d’oltreoceano, nel quale l’evento di freddo si concluderebbe in una manciata di giornate, con la successiva distensione dell’alta pressione in sede mediterranea.

Perchè aria artico-continentale e non più aria artico-marittima? 

Perchè rispetto alla giornata di ieri, sabato 9 gennaio, sono stati rivisti i comportamenti delle onde anticicloniche in sede oceanica. Viene in particolare messa in evidenza una maggiore ingerenza anticiclonica sul comparto occidentale europeo e pertanto una minore penetrazione dell’onda sull’oceano Atlantico settentrionale e sulla penisola Groenlandese che, per assurdo, fosse stata accentuata come previsto gli scorsi giorni, avrebbe potuto determinare uno sprofondamento precoce delle masse d’aria fredda sull’ovest del continente, senza alcun interessamento del comparto centrale ed orientale del Mediterraneo.

Naturalmente diversa la linea di tendenza emessa dal centro di calcolo americano che sposa invece una scarsa tenuta dell’onda in sede oceanica con la progressiva distensione dell’anticiclone delle Azzorre sul Mediterraneo centrale ed occidentale. Come vi abbiamo già descritto, questo evento limiterebbe l’influenza delle correnti fredde continentali ad uno spazio di poche giornate.

Urgono a tal proposito ancora ulteriori conferme. 

Autore : William Demasi