Focus MALTEMPO tra mercoledì e giovedì: discrepanze previsionali già sul medio-breve termine
Previsione ancora molto incerta in merito alla fase perturbata attesa sul nostro stivale la settimana prossima. Vediamo nel dettaglio in cosa consistono queste incertezze e quale potrebbe essere l'evoluzione finale.
Singolare quest’oggi la previsione emessa dal centro di calcolo europeo, il quale prevede la formazione di un minimo ciclonico piuttosto vigoroso che sarebbe pronto ad interessare lo stivale tra mercoledì 25 e giovedì 26 marzo, con effetti più convinti sul tempo delle regioni settentrionali. Completamente diversa la previsione emessa dal centro di calcolo americano con una evoluzione molto più "meridionale" dell’intero complesso depressionario, determinando maggiori precipitazioni sui settori centrali e meridionali dello stivale, di riflesso un coinvolgimento più marginale del nord.
GROSSE incertezze a BREVI distanze previsionali; perchè?
Osservando bene le carte di questi giorni, salta all’occhio l’estrema baroclinicità della depressione prevista interessare il Mediterraneo attorno la metà della prossima settimana; avremo infatti una nettissima separazione tra il minimo di geopotenziale alle quote superiori, e quello che invece potrebbe costituire il minimo al suolo di suddetta circolazione.
Nella fattispecie ritroveremo il minimo di geopotenziale che coinciderà anche col maggiore apporto d’aria fredda in quota che dai settori nord atlantici scivolerà sin verso la Francia ed il Mediterraneo centro-occidentale, piazzandosi tra mercoledì notte e giovedì mattina sulle Alpi occidentali. A quel punto le strade previsionali si diramano, infatti una posizione così settentrionale del minimo in quota, suggerirebbe la presenza di un minimo al suolo collocato in posizione altrettanto settentrionale, collocato presumibilmente tra mar di Corsica e mar Ligure, così come è attualmente previsto dal centro di calcolo europeo.
I modelli devono tuttavia fare i conti con "i dispetti" determinati dall’eccessiva invadenza dell’alta pressione delle Azzorre verso il continente, un comportamento che favorirebbe invece l’affossamento della depressione verso i settori di basso Mediterraneo, secondo uno schema peraltro già ampiamente collaudato in questo marzo 2015. I modelli viaggiano sul filo del rasoio, al momento nessuna delle due ipotesi appare scontata. Con i prossimi aggiornamenti sapremo senz’altro indicarvi la soluzione del rebus.
Autore : William Demasi