La perturbazione di CAPODANNO
Leggermente posticipato il peggioramento di fine anno, atteso a cavallo del Capodanno, con probabile prosieguo nei giorni successivi. Ecco la linea di tendenza più probabile alla luce degli ultimissimi aggiornamenti.
Va evolvendosi rapidamente la linea di tendenza a medio e lungo termine. Il fermento atmosferico, dovuto allo sviluppo di diverse ruote di bassa pressione inserite della grande depressione d’Islanda, impone prudenza nella trattazione della prognosi per il Capodanno, tuttavia pare ormai probabile il passaggio di una perturbazione atlantica.
Secondo gli ultimissimi aggiornamenti lo sviluppo degli eventi potrebbe avvenire in questi termini:
L’ultimo giorno dell’anno sarà una giornata nel complesso discreta. Possibile solo un po’ di nuvolaglia al nord, per via delle correnti umide che precedono la perturbazione in arrivo dalla Francia, e che scorreranno al di sopra di un cuscino di aria un po’ più fredda giacente sulla val Padana. Qualche incertezza da mettersi in conto anche all’estremo sud, per una perturbazione nord-africana in allontanamento.
Nella notte di San Silvestro ecco il peggioramento atlantico farsi strada sul nord-ovest per estendersi poi a Capodanno a quasi tutto il settentrione (ad eccezione della Romagna). Qualche nevicata a quote basse sarà possibile, soprattutto al nord-ovest, dove non si escludono locali episodi addirittura sino in pianura (probabilità 40%).
Tra il 2 e il 3 gennaio poi la perturbazione tenderà ad arenarsi sui nostri mari di ponente, insistendo con tempo grigio su gran parte del Paese, ma in un contesto più temperato anche al nord. Le piogge si estenderanno anche alle regioni tirreniche e alla Sardegna, mentre su quelle adriatiche prevarranno ancora i momenti asciutti.
La neve tende a ritirasi a quote montane, essenzialmente sulle Alpi e lungo le cime della dorsale appenninica.
Autore : Luca Angelini