Pazza primavera: grandi laghi del nord ai massimi storici
Prima la neve, poi le piogge quasi incessanti. Rimpinguate sino all'orlo le riserve idriche dei grandi laghi prealpini.
Acqua in abbondanza nelle riserve più importanti del nord Italia. Dopo l’inverno generoso dal punto di vista delle nevicate sulle Alpi, è sopraggiunta una primavera da record per piovosità. Risultato: nonostante la regolazione artificiale, i grandi bacini lacustri del nord Italia, Verbano, Lario, Benaco, sono ai massimi storici.
Per il lago Maggiore segnaliamo il superamento della soglia di esondazione nella nota località di Laveno: il 2 maggio scorso il livello era superiore di 50 centimetri alla soglia di attenzione e l’acqua ha invaso le vie prospicienti il lungolago. Se il Verbano non è nuovo a questo tipo di eventi, anche il lago di Como (Lario) non è da meno.
Qui la soglia di attenzione però è stata solo sfiorata e la città di Como, la prima ad andare "sott’acqua" in caso di esondazione, si è salvata per una manciata di millimetri. Basti pensare comunque che il livello del lago il giorno del Primo Maggio era superiore di 1 metro a quello normale per il periodo, poco più di 5 centimetri sotto il massimo livello mai raggiunto storicamente nel mese di maggio.
A tutto ciò non poteva mancare il lago di Garda: anche qui massimo storico per il periodo eguagliato per alcuni giorni, dall’ultima settimana di aprile fino ad oggi. Valore raggiunto ieri, lunedì 6 maggio, quasi 140 centimetri, contro i 106 di livello medio del periodo.
Questa situazione che ha elargito precipitazioni abbondanti e prolungate ha consentito di ricaricare le falde ed i bacini e dovrebbe quindi sconguirare fin d’ora il rischio della siccità estiva nei mesi di luglio ed agosto, quando si concentrerà la massima richiesta e il massimo prelievo stagionale di acqua per l’irrigazione dei campi.
Autore : Luca Angelini