00:00 5 Ottobre 2012

Ipotesi estrema? Non proprio, guardate cosa si prepara a metà ottobre per il modello canadese

Si prospetta l'approssimarsi di una profonda saccatura direttamente collegata al vortice polare e dunque colma di aria fredda. Le simulazioni ci suggeriscono possibilità di precipitazioni significative, soprattutto al centro-nord e un calo delle temperature che potrebbe portare la prima neve seria sulle Alpi centro-orientali.

Ipotesi estrema? Non proprio, guardate cosa si prepara a metà ottobre per il modello canadese

 E’ un’ipotesi contemplata dalle corse ufficiali di diversi modelli e che alla lontana ha i crismi giusti per portare una prima sventagliata di vero autunno su gran parte d’Italia. Tutto partirà da lontano: le proiezioni probabilistiche degli indici atmosferici sul Pacifico (indice PNA), sull’Atlantico (NAO) e la consistenza del vortice polare (AO) sembrano concordi nel far partire un’onda meridiana degna di nota che viaggerà lungo tutto l’emisfero risultando alla fine determinante anche per il tempo di casa nostra.

Una decisa pulsazione del Getto Polare andrà ad alimentare infatti un robusto campo anticiclonico di blocco sull’Atlantico. Ne conseguirà il distacco di una saccatura dal vortice polare orientata dalla Scandinavia verso il Mediterraneo centro-occidentale.

Una tale situazione preannuncia senz’altro scintille. I nostri mari ancora caldi, le nostre montagne, e l’irruenza tipica di un blocco di aria fredda che cala direttamente dal Polo avranno il loro bel da fare per mettere sotto sopra il tempo su gran parte dell’Italia. Il target di questo papapiglia? Secondo alcune ipotesi prese in considerazione dal modello canadese avverrà in due pulsazioni successive: una prima tra l’11 e il 13 ottobre che porterà l’aria fredda a guadagnare spazio sulla nostra Penisola, in particolare al centro-nord e a interessare con precipitazioni soprattutto cresta alpina, nord-est, Adriatico e meridione.

Il secondo passo, atteso tra il 15-16 e il 20 ottobre (vedi mappa allegata in figura), vede la distensione di un secondo asse di saccatura puntare un po’ più ad ovest e quindi prendere l’Italia con precipitazioni soprattutto su nord e medio Tirreno. L’aria fredda resisterà al nord, il centro e il sud potrebbero invece andare incontro ad un generale rialzo delle temperature.

Autore : Luca Angelini