Inverni a confronto, quando le Alpi venete erano sommerse dalla neve
Correva l'anno 2009, quando il mese di febbraio vide una fase particolarmente nevosa un po' su tutto l'arco alpino, ma con accumuli particolarmente rilevanti sui settori centro-orientali.

Inverni che cambiano. Cambiano anche in modo sorprendente, un po’ come il clima che altro non è se non la sintesi finale, l’epilogo delle leggi caotiche che governano i fenomeni atmosferici. Un clima che oggi ti dà e domani subito ti toglie, senza motivo apparente. Correva l’anno 2009, il mese di febbraio, la prima settimana per l’esattezza, quando sull’Italia si proponeva una situazione diametralmente opposta all’attuale.
Tanta, tantissima neve là dove oggi troviamo pendii brulli o appena spolverati. Pensiamo in particolare alle montagne venete o alle Dolomiti che, nonostante le recenti spruzzate, non hanno ricevuto apporti nevosi degni di un inverno che si rispetti, almeno fino ad ora.
La quota media della precipitazione di quel mese così generoso si attestò tra 1000 e 1200 metri. I settori interessati dalle precipitazioni più intense furono proprio quelli centrali e orientali. Nelle immagini riportiamo quanto accadde ad esempio sulle Orobie bergamasche (prima immagine) e sulle Dolomiti venete (seconda).
Ciò rende bene l’idea dell’ambiente immacolato in cui versavano le nostre Alpi in quell’inverno dalle maniche davvero larghe.
Autore : Luca Angelini
