00:00 18 Gennaio 2012

Neve sulle creste alpine confinali: tra sabato e domenica ennesima replica

Un fronte caldo introdurrà sull'Italia aria temperata marittima decisamente umida. Le precipitazioni potranno svalicare alla testata delle valli adiacenti soprattutto in Valle d'Aosta, alto Piemonte, alta Lombardia Alto Adige.

Neve sulle creste alpine confinali: tra sabato e domenica ennesima replica

 La scena si ripete: ormai non ci sarebbe neanche bisogno dei suggerimenti delle simulazioni per capire come andrà a finire, basta usare un po’ di memoria e il gioco è fatto. Questo lo potete fare anche voi, cari lettori, per dilettarvi in una divetente scommessa previsionale. Dal canto nostro invece noi come previsori ufficiali dobbiamo non solo constatare i fenomeni in sè e per sè ma andare a capire il perchè del cielo sopra di noi. 

Ebbene, abbiamo constatato che tra sabato e domenica una ondulazione della Corrente a Getto guiderà contro i versanti settentrionali delle nostre Alpi un sistema frontale nord-atlantico. Sarà in particolare il ramo caldo della perturbazione a interessare la regione alpina, generando precipitazioni continue lungo i settori esteri, a cavallo di quelli confinali e anche su Valle d’Aosta, alto Piemonte, alta Lombardia  Alto Adige. 

Parlavamo di fronte caldo: beh non aspettatevi temperature tropicali, ma comunque un concreto generale rialzo termico, soprattutto in quota. I fiocchi inizieranno a cadere sabato anche sui fondovalle, segnatamente quello aostano. L’intrusione poi dell’aria meno fredda darà luogo ad un generale e rapido rialzo delle quote neve che si attesteranno intorno a 900-1000 metri sui settori centro-occidentali della catena, e a 600-700 metri di quelli orientali.

L’apice delle nevicate è individuabile nella notte tra sabato e domenica. Domenica mattina si assisterà ad un ulteriore rialzo del limite delle nevicate, rialzo che sarà più sensibile sui settori altoatesini, fino ad allora rimasti al riparo dalle correnti atlantiche. Ecco che il limite bianco pareggerà i conti attestandosi alla sua quota definitiva posta mediamente tra 1300 e 1500 metri.

I fenomeni andranno incontro ad un generale indebolimento nella seconda parte di domenica, mentre soffieranno sempre forti, se non addirittura tempestosi, i venti d’alta quota dai quadranti nord-occidentali, con qualche raffica fugace anche nelle vallate sud-alpine, dove andrà concretizzandosi una tendenza favonica sempre più marcata con il passare delle ore, accompagnata da un netto aumento delle temperature e alla progressiva dissipazione della nuvolosità.

 

Autore : Luca Angelini