00:00 13 Dicembre 2011

Come nell’inverno 1986?

La sconfitta dell'alta pressione potrebbe non essere vicina come sembra, ad ogni modo qualche speranza si può riporre in queste carte.

Come nell’inverno 1986?

Ogni volta che si vede l’anticiclone zoppicare o rilassarsi, si pensa possa essere giunto il momento delle grandi occasioni nevose invernali. Non sempre i rilassamenti coincidono con sfondamenti poderosi dei vortici ciclonici. Occorre infatti un grande dispendio di energia alla macchina atmosferica per modificare una congiuntura barica consolidata.

Accadde nel 1986 quando il mese di gennaio trascorse per alcuni frangenti proprio come questo dicembre. Le correnti perturbate atlantiche sembravano poter sfondare di li a poco, invece finivano spesso per stentare. Lo stesso Generale Baroni, nella rubrica "che tempo fa" annunciava cambiamenti dapprima parziali, poi sempre più importanti.

Arrivò anche del freddo e della neve al centro-sud, poi l’alta pressione si ritirò in Atlantico e una saccatura arrivò a portare tanta neve al nord, specie al nord-ovest, sia sulle Alpi che sulle pianure.  Vi mostriamo appunto due carte di allora, ma è impossibile fare paragoni con quanto sta accadendo adesso. Non tutte le ciambelle escono con il buco e non necessariamente l’alta pressione lascia campo libero tanto facilmente.

La presenza di una QBO- quest’anno potrebbe aiutare a far rinculare verso ovest le masse fredde dirette verso i Balcani, così come il vortice polare potrebbe ulteriormente rallentare, concedendosi affondi meridiani più marcati, ma è tutto in forse. Di sicuro quest’anno l’anticiclone, dopo l’affievolimento degli ultimi anni, è tornato più in forma che mai, e qui potrebbe anche esserci stato lo zampino del ciclo solare.

Comunque vi postiamo un paio di carte indicative di quel gennaio 86 e poi un esempio di virata delle correnti per il periodo natalizio, al momento di scarsa attendibilità.
 

Autore : Alessio Grosso