Aria di NEVICATE da sfondamento da nord per l’Immacolata
Il getto forte autorizza a pensare che le precipitazioni possano facilmente valicare lo spartiacque alpino per diversi km, portando la neve ad imbiancare anche le nostre montagne e non solo i versanti esteri durante la settimana del Ponte dell'Immacolata.

Ogni volta che un fronte perturbato scende da nord verso sud sull’Europa centrale e sfonda da NW, buona parte del nord Italia si prepara ad un episodio di Foehn, che determina cielo sereno, limpido e temperature gradevoli.
Viceversa a nord delle Alpi arrivano copiose precipitazioni anche nevose se la temperatura lo consente. Questa è una regola che difficilmente la natura trasgredisce, dato che i contrafforti alpini, specie quelli centro-occidentali, hanno un’altezza tale da determinare condizioni meteorologiche diametralmente opposte da un versante all’altro.
Tuttavia il previsore, prima di dare per certa questa soluzione, deve valutare attentamente alcuni dettagli che potrebbero avere ripercussioni notevoli sul tempo che farà. Dal punto di vista barico, le condizioni migliori per avere il Foehn sul nord Italia sono la presenza di un anticiclone lungo i meridiani sull’Europa occidentale e una depressione centrata sul nord-est Europa. In mezzo a questi due centri motori scorrono correnti settentrionali che impattando contro la barriera alpina danno origine a questo vento. Per far si che la previsione sia maggiormente attendibile, il previsore deve anche “studiare” la caratteristica delle suddette correnti, per non incorrere in errori anche grossolani. I due fattori da monitorare molto attentamente sono l’umidità della massa d’aria in arrivo e soprattutto la velocità del vento.
Se la massa d’aria si presenta molto umida, le precipitazioni sui versanti esteri alpini saranno maggiori, in quanto maggiore sarà la condensazione del vapore acqueo nella fase di “impatto” contro i rilievi. Queste correnti, quasi sempre, hanno matrice nord atlantica e percorrono l’Europa centrale da NW verso SE. Il secondo fattore importante è la velocità delle suddette correnti.
Correnti di debole o moderata intensità produrranno un effetto “stau” più marcato a nord delle Alpi rispetto ad una corrente molto veloce. Il muro del foehn, cioè la distensione del corpo nuvoloso oltralpe sarà allora molto corto, limitato a poche valli confinali.
Qualora invece il getto fosse intenso, e soprattutto in caso di fronte caldo, le nubi e le precipitazioni riescono a sconfinare con forza anche su parte dei versanti italiani, (muro del foehn lungo) anche per 50 km o più, come nel caso del Natale del 91. Si tratta, comunque, di precipitazioni di debole o moderata intensità, che non durano troppo a lungo, quantunque accompagnate in quota da venti intensi e fanno turbinare la neve, creando disagio.
Per far si che ciò avvenga, occorre che le correnti abbiano umidità molto elevata e velocità estremamente alta. Quando le correnti aeree sono velocissime, l’interessamento da parte della nuvolosità “nordica” non si limita solo alle creste di confine, ma può spingersi fino alle zone prealpine. A seconda dell’impatto del core del getto più ad est o più ad ovest possono aversi nevicate di un certo rilievo sulla Valle d’Aosta sino ad Aosta, sull’Ossola sino a Domodossola, sul Canton Ticino sino a Bellinzona, in Valtellina sin quasi a Colico, sull’Alto Adige sino ad Ora, cioè alcuni km sotto Bolzano, su tutto l’alto Cadore ben sotto Cortina e infine su Carnia e Tarvisiano.
Nel caso dei fronti freddi anche se i fenomeni raggiungono le zone più meridionali si presentano più discontinui e giungono sottoforma di brevi rovesci nevosi con scarsi accumuli al suolo. Infatti i fronti freddi faticano a scavalcare le Alpi, perchè la nuvolosità ad essi associati si presenta più bassa e più povera di umidità.
Dopo il passaggio frontale. quando le correnti aeree diminuiscono la loro velocità e soprattutto diminuisce l’umidità della massa d’aria, subito le zone più a sud ritrovano il Foehn perduto, con le nubi che tendono a “ritirarsi” in posizione classica, ovvero lungo le creste di confine.
Autore : Alessio Grosso
