Saccatura: tutti i modelli concordano
Analisi comparata.

Che l’alta pressione non sia destinata a spostarsi troppo verso ovest è ormai chiarissimo: in questo modo la profonda depressione scandinava non potrà infilare la sua saccatura in modo trionfale sul Mediterraneo. Riuscirà comunque a spingere il suo fronte freddo contro le Alpi da nord-ovest, e a far tracimare la sua aria fredda. In questo modo si innescherà la classica ciclogenesi mediterranea.
Un mare così caldo all’arrivo dell’aria artica marittima risponderà dunque in modo spettacolare e una forte ondata di maltempo colpirà il nostro meridione e gran parte del centro, specie il versante adriatico.
Non ci sarebbe da stupirsi se la depressione persistesse poi almeno sino a martedì 11, dispensando così altro vento e altre precipitazioni.
Per far notare ai nostri lettori quanto la previsione sia ormai attendibile, vi mostriamo un’analisi comparata, su carte previste per l’alba di venerdì 7: si nota come, sia il modello americano, che quello canadese, che quello inglese, traccino segnari quasi sovrapponibili.
Sarà pertanto difficile che si arrivi a stravolgere questo impianto barico, le cui linee generali prevedono dunque la penetrazione di una massa davvero fredda sul bacino del Mediterraneo, pur parzialmente frenata dall’arco alpino.
Autore : Alessio Grosso
